Anello chevalier in giada, cabochon ovale di giadeite verde

64,90 €

Anello chevalier in giada: un grosso cabochon ovale di giadeite di un verde intenso, su una montatura quadrata in metallo argentato brillante. Spalle e fianchi pavé di piccole pietre bianche.

Un anello di carattere, al dito di un uomo come di una donna. Montatura larga: nel dubbio prenda la misura sopra, una montatura pavé si ridimensiona male.

Cabochon incastonato, dunque impesabile. Pietre bianche non identificate. Stato di trattamento non determinato.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Misura francese: è la circonferenza del dito in millimetri, una 54 misura 54 mm.

Categoria:

Un anello chevalier in giada dal carattere deciso: un grosso cabochon ovale di giadeite, di un verde intenso, posato su una montatura quadrata in metallo argentato brillante. Sottili linee di piccole pietre bianche sottolineano le sue spalle e i suoi fianchi.

In quattro righe

  • Un grosso cabochon ovale di giadeite, di un verde intenso.
  • Una montatura quadrata, larga e lucidata, in metallo argentato.
  • Spalle pavé di piccole pietre bianche.
  • Un anello di carattere, al dito di un uomo come di una donna.

Un verde che si vede da lontano

Questo anello chevalier in giada è costruito attorno alla sua pietra: un cabochon ovale, alto e ben bombato, di un verde netto e luminoso. La luce rotola sulla cupola; dove batte, il verde si schiarisce, e si scurisce verso i bordi, là dove la pietra si immerge nella montatura.

È il verde che ci si aspetta da una giadeite, saturo e vivo. Si nota da lontano, anche su una mano in movimento, ed è tutto l’interesse di un anello di questa stazza.

Una montatura da architetto

La montatura risponde alla curva della pietra con linee dritte: una tavola quadrata, fianchi larghi e lucidati, e due spalle arrotondate che incorniciano il cabochon a ciascuna estremità. Su quelle spalle e lungo i fianchi, piccole pietre bianche incastonate in linea catturano la luce a ogni gesto.

Tutto il disegno sta in questo contrasto: il tondo della pietra, il quadrato del metallo. Per un altro cabochon di giadeite, incastonato a griffe, veda anche l’anello cabochon in giada.

Il chevalier, un anello di carattere

Il chevalier è l’anello che firma. Un tempo portava un sigillo inciso; oggi si porta per la sua presenza, e questo sostituisce il sigillo con una pietra. In Francia la tradizione lo colloca al mignolo, ma nulla vieta di portarlo all’anulare o all’indice, dove si afferma di più.

Le sue linee franche lo rendono un’evidenza alla mano di un uomo. Sta altrettanto bene a una donna che ama gli anelli forti, portato da solo, senza nulla attorno. I gioielli in giada che stanno agli uomini.

La giadeite, la giada dei verdi vivi

La parola giada copre due minerali. La giadeite è quella dei verdi più vivi, che deve al cromo; il suo grano finissimo prende una lucidatura quasi vetrosa, ed è ciò che fa brillare una cupola come questa. È anche la più dura delle due, da 6,5 a 7 sulla scala di Mohs. Giadeite o nefrite, ciò che le distingue.

Scegliere bene la misura

Scelga la sua misura nel menu sopra il pulsante d’acquisto: la misura francese è la circonferenza del suo dito in millimetri. Misuri la sera, quando le dita sono al massimo. Una montatura larga stringe più di un anello sottile: se esita tra due misure, prenda la più grande.

La scelga con cura: una montatura pavé si ridimensiona male, perché le piccole pietre incastonate rischiano di allentarsi quando si lavora il metallo. Misurare il dito in due minuti.

Portarlo, e tenerlo bello

Un cabochon alto è la parte più esposta di una mano: tolga l’anello per lo sport, il bricolage e la sala pesi. Ogni tanto guardi le piccole pietre delle spalle: una pietra che si muove si ristringe facilmente da un gioielliere, a patto di accorgersene presto. Durezza e tenacità, la differenza.

Per la cura, uno spazzolino morbido, acqua tiepida saponata, poi un’asciugatura accurata. Se il metallo si opacizza, un panno per argenteria, evitando la pietra. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi: gli ultrasuoni allentano le piccole pietre incastonate, e lo stato di trattamento della giada non è noto. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite
ColoreVerde netto
Forma della pietraCabochon
MotivoNessun motivo
MontaggioAnello di metallo
MetalloArgentato, lega non precisata
IncastonaturaCastone chiuso
Per chiUnisex
Pietre abbinatePietre bianche non identificate
Famiglia mineralogicaPirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6,5 a 7
Densità di riferimento3,25 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce a un anello chevalier in giada

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
L’anello che firmava Inciso con stemmi o iniziali, il chevalier serviva a sigillare lettere e atti nella cera. Era una firma che si portava al dito, ed è da lì che gli viene la sua aria di autorità.
Il verde che conquistò la corte La giadeite arriva in Cina solo nel Settecento. Un secolo dopo, l’imperatrice vedova Cixi ne fa la sua pietra prediletta, e il suo verde vivo diventa il più ricercato del mercato.
La giada al maschile In Cina la giada è stata a lungo un attributo maschile: pendenti alla cintura, sigilli, ornamenti di rango. Che sia diventata soprattutto femminile in Occidente è un rovesciamento recente.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa la giada è stata in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l’avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.