Collane di giada

File di perle infilate su filo doppio, cabochon su catena d’argento 925 o placcata oro, un ciondolo piatto su cordoncino intrecciato. Sedici collane, in giadeite o in nefrite, con il minerale indicato su ciascuna.

Una collana di pietra di giada si sceglie tanto per la lunghezza quanto per il verde: è la lunghezza a decidere dove cade la pietra. I riferimenti di lunghezza.

Fila di perle, oppure pietra unica

Le sedici collane si dividono in tre famiglie, e questa scelta viene prima di quella del colore.

La fila infilata
Perle di giada su filo doppio, senza metallo o chiuse da una chiusura d’argento. Il verde varia da una perla all’altra, dal tiglio al verde abete: è il contrario di un difetto, è la materia che parla. La fila tintinna piano e conserva a lungo la freschezza della pietra.
La pietra unica
Un cabochon con castone chiuso o un ciondolo forato, su catena sottile o su cordoncino. Tutta l’attenzione va a una sola pietra, quindi al suo verde e alla sua traslucidità. È il montaggio che perdona meno una materia mediocre.
Le perle distanziate
Piccole pietre montate una a una fra due maglie di una catena, separate di diversi centimetri. Dieci volte meno materia di un filo pieno, quindi quasi nessun peso, e una catena che segue la pelle invece di formare un cerchio rigido.

Una parola su ciò che qui non troverà: nessuna collana lunga. Questi sedici pezzi si portano all’incavo del collo, sotto la clavicola o allo sterno, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciare che la griglia lo smentisca.

La lunghezza, e dove cade la pietra

La cosa più semplice è prendere un laccio, posarlo attorno al collo all’altezza voluta, poi misurarlo disteso.

Riferimenti per una corporatura adulta media. Un ciondolo scende in più della propria altezza, appiccagnolo compreso.
LunghezzaDove cade
40 cmAlla base del collo, contro la pelle. Valorizza una pietra sola e corta.
45 cmAppena sotto la clavicola. La lunghezza più versatile.
50 cmAll’incavo dello sterno. Si addice a un ciondolo di buone dimensioni.

La lunghezza esatta di ogni pezzo è scritta nella sua scheda, misurata chiusura compresa, e vi è scritta dopo l’arrivo dell’esemplare. Una catena si accorcia facilmente da qualsiasi gioielliere; una fila di perle va reinfilata, il che richiede più tempo e non è un servizio che offro. La guida alle taglie.

Il verde, dal tiglio al verde bottiglia

Il verde non viene dallo stesso elemento a seconda della specie. Nella giadeite il verde netto e vivo viene dal cromo; nella nefrite dal ferro, il che dà i verdi scuri e chiusi. Su una fila di perle questa differenza si vede tanto meglio perché si hanno più pietre una accanto all’altra.

C’è anche qui un bianco avorio appena venato, e un nero di nefrite che lascia filtrare un verde bottiglia sui bordi appena lo si posa su un fondo chiaro. Tutti i colori della giada, e da dove viene ciascuno.

Su una collana la luce conta più che altrove, perché la pietra sta vicino al viso e si muove a ogni passo. Un verde che sembra piatto sotto una plafoniera si apre in controluce: è la traslucidità a fare la differenza, ed è quella che si paga. Il verde della giada, in dettaglio.

Autentico, e come lo verifico

Ciò che si vende sotto il nome di giada è molto spesso serpentino o quarzite tinta, sotto etichette dall’aria seria: «new jade», «giada di Malesia», «giada di Corea». Nessuna indica giada.

Su una fila di perle passo una perla nuda alla bilancia prima che la fila venga infilata, quando il fornitore me la manda così: il filo e la chiusura falserebbero la misura. Su un cabochon peso la pietra prima dell’incastonatura. Quando il pezzo mi arriva già montato, non pubblico alcuna cifra.

Valori della letteratura mineralogica. Le ultime due righe sono le materie vendute sotto il nome di giada.
MateriaDensità
Giadeiteda 3,25 a 3,36
Nefriteda 2,90 a 3,03
Serpentinocirca 2,6
Quarzite, tinta o nocirca 2,65

Ciò che quella cifra non dice: il trattamento. Una giadeite sbiancata e poi impregnata di resina resta una giadeite, e la resina non cambia la massa abbastanza da farsi notare. Il mio fornitore non conosce lo stato della sua merce.

Non leggerà dunque mai qui «giadeite A», «tipo A» né «non trattata»: lo stato è non determinato. La scheda informativa lo spiega per intero.

Il metodo e i suoi tre limiti, e come verificare una collana che possiede già.

Argento, oro, cordoncino

L’argento 925 regge il verde senza scaldarlo, e una maglia sottile lascia tutto lo spazio alla pietra. La placcatura oro addolcisce il verde e lo tira verso il caldo: si addice meglio ai verdi profondi che ai verdi acqua. Una placcatura si scrive placcatura, nella scheda come qui. Che cosa cambia l’oro.

Il cordoncino intrecciato, invece, non mette alcun metallo a contatto con la pelle e si regola con un nodo scorsoio. È il montaggio dei pezzi piatti, quelli che si posano sullo sterno e spariscono sotto un colletto aperto. Il verde scuro e i montaggi senza metallo sono del resto la pista più sicura per un uomo.

Portarla, e non rovinarla

La durezza della giada è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite, e il quarzo della polvere ambientale vale 7. Una fila di perle si graffia quindi perla contro perla se viaggia libera in una borsa.

Ciò che segue cambia registro, e lo segnalo invece di confonderlo con il resto. Niente di tutto questo è dimostrato: è ciò che alcune tradizioni hanno attribuito a questa pietra.

La giada portata vicino alla gola, la collana trasmessa da una generazione all’altra, il senso dato a una pietra ricevuta in dono: sono usi antichi e documentati. Che cosa mette la tradizione nella giada.

Una pietra non cura nulla, e l’avvertenza completa è qui.

Domande frequenti

Quale lunghezza di collana scegliere?

40 cm alla base del collo, 45 cm sotto la clavicola, 50 cm all’incavo dello sterno. Prenda un laccio, lo posi all’altezza voluta, lo misuri disteso. Non dimentichi che un ciondolo scende in più della propria altezza, appiccagnolo compreso. La guida completa.

Come sapere se una collana di giada è autentica?

Dalla densità, misurata su una perla nuda o sulla pietra prima dell’incastonatura: giadeite a 3,25 o più, nefrite intorno a 2,95, serpentino a 2,6, quarzite a 2,65. Su una fila già montata, il filo e la chiusura falsano la misura. I passaggi da seguire.

Le perle devono essere tutte dello stesso verde?

No, e una regolarità perfetta è anzi un segnale da esaminare: la giada è una materia naturale, e una fila autentica scivola da una sfumatura all’altra. Un verde assolutamente uniforme e fluorescente è quasi sempre materia tinta. Riconoscere il colore aggiunto.

Il filo può rompersi?

Sì, ed è la normale usura di una fila portata spesso: il filo si consuma prima della pietra. Si fa reinfilare da un gioielliere, e costa poco. È per questa ragione che le garanzie legali non coprono la rottura di un filo dopo un uso prolungato. Il dettaglio delle garanzie.

Si può portare una collana di giada sotto la doccia?

Meglio evitarlo. Il sapone e i prodotti da bagno non intaccano la giada, ma sporcano il filo di una fila infilata e opacizzano l’argento. E se la pietra è stata impregnata di resina, cosa che non posso sapere, il calore ripetuto non le giova. Perché non posso saperlo.

Giadeite o nefrite per una collana?

La giadeite è più traslucida, il che si addice a un cabochon vicino al viso. La nefrite è più tenace e dà i verdi scuri e i bianchi lattei delle file di perle. Sono due minerali senza parentela, separati nel 1863. Che cosa li distingue.