Ciondolo in nefrite, goccia lucida con gancio dorato
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Ciondolo in nefrite, grossa goccia lucida tenuta da un cappuccio posato sulla sua punta, sotto un gancio dorato a forma di fiore. Catenina dorata a maglie quadrate.
Il gancio è incastonato con una pietra verde sfaccettata e pietre bianche. Il mio fornitore non le nomina, e non lo farò nemmeno io: né smeraldo, né diamante, né zircone.
Un ciondolo in nefrite tagliato a grossa goccia lucida, tenuta da un cappuccio dorato posato sulla sua punta. Sopra, un gancio dorato a forma di fiore, incastonato con una pietra verde sfaccettata e un pavé di piccole pietre bianche. Il tutto su una catenina dorata a maglie quadrate.
In quattro righe
Grossa goccia lucida, tenuta da un cappuccio, senza griffe né incastonatura chiusa.
Gancio dorato incastonato con una pietra verde e pietre bianche, non identificate.
Metallo dorato, lega non precisata. Non è argento.
Montata, dunque impesabile: non sarà pubblicata alcuna cifra, e la scheda lo dice.
La lucentezza della nefrite, e quanto vale come indizio
La nefrite lucidata ha una lucentezza particolare, che si descrive spesso come grassa o cerosa, tra la cera e il sapone, là dove il vetro e il quarzo rimandano una luce più dura e più netta. Dipende dalla sua struttura: fibre intrecciate diffondono la luce sulla superficie invece di rifletterla in blocco.
È un indizio, non una prova, e non lo scriverò diversamente. Una lucidatura molto spinta avvicina una nefrite al vetroso, e un serpentino ben lavorato può avere lo stesso tatto di sapone. È ciò che si guarda per primo, mai ciò che conclude. Le verifiche che non richiedono alcuno strumento.
Il gancio, e perché non nomino le sue pietre
Il gancio è un piccolo fiore di metallo dorato, incastonato con una pietra verde sfaccettata al centro e una ventina di pietre bianche attorno. Il mio fornitore non le nomina.
A quella misura, una pietra verde sfaccettata può essere uno smeraldo, uno zircone, un vetro colorato o una pietra sintetica, e le quattro si somigliano. Non deciderò dunque. Non è prudenza eccessiva: nominare una pietra a torto è precisamente ciò che il decreto sulle denominazioni sanziona, e una bottega che chiama «smeraldo» un vetro ha perso il diritto di spiegare la differenza tra la giada e il serpentino.
Il cappuccio, e ciò che cambia
La goccia non è né forata né incastonata a griffe: un cappuccio di metallo si posa sulla sua punta e la tiene. È un montaggio discreto, che lascia la pietra visibile su quasi tutta la superficie, cintura compresa, e che non impone alcun foro nella materia.
Due conseguenze. La prima: la pietra resta esposta agli urti di spigolo, e una goccia ha una punta, proprio il punto più fragile di un pezzo di giada, dato che la sua durezza è ordinaria anche se la sua tenacità è eccezionale. La seconda: un cappuccio tiene per pressione o per incollaggio, e un incollaggio invecchia. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi, sia per l’eventuale resina della pietra sia per l’eventuale colla del cappuccio. Durezza e tenacità, e la cura nel dettaglio.
Nefrite, e ciò che questa parola cambia
Questo pezzo è dichiarato in nefrite, un anfibolo calcico. È uno dei due minerali che la parola giada copre, l’altro essendo la giadeite, un pirosseno. Un francese li ha separati: nel 1863 Alexis Damour stabilì che si tratta di due specie senza parentela. Ciò che le distingue.
Il verde della nefrite viene dal ferro, quello della giadeite dal cromo. E ciò che la parola giada non copre è il serpentino, venduto come «new jade» o «giada di Corea», né la quarzite tinta, venduta come «giada della Malesia». Nessuna di queste denominazioni indica giada.
Informazioni aggiuntive
Pietra
Nefrite
Colore
Verde chiaro
Forma della pietra
Goccia
Motivo
Nessun motivo
Montaggio
Catena
Metallo
Dorato, lega non precisata
Incastonatura
Senza incastonatura
Per chi
Donna
Pietre abbinate
Pietra verde non identificata, Pietre bianche non identificate
Famiglia mineralogica
Anfibolo calcico
Durezza (Mohs)
Da 6 a 6,5
Densità di riferimento
2,90 à 3,03 g/cm³
Tenacità
Eccezionale, cristalli intrecciati
Trattamento
Non determinato
Origine
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Che cosa la tradizione attribuisce a un ciondolo di giada
Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.
La pietra portata sulla pelleLa giada prende la temperatura del corpo in pochi minuti e la conserva. È una proprietà fisica, la conducibilità, e diverse tradizioni ne hanno fatto tutt’altra cosa. Io mi attengo alla prima.
La gocciaLa forma a goccia non ha una carica simbolica propria nella tradizione cinese della giada: è un taglio di gioielleria moderno, di origine occidentale. Lo segnalo invece di inventarle una storia.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il verde imperialeIl mercato chiama verde imperiale un verde netto e traslucido, e la parola circola senza definizione fissa: non è né una norma, né una classificazione ufficiale, né una garanzia di alcunché. Non la uso in nessuna delle mie schede.
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Le spese
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L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.