Collana in giada fine, perle distanziate su catena

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Collana in giada fine: una catena dorata molto leggera che porta piccole perle di giada ovali di un verde salvia, distanziate e separate da minuscole perle bianche. Lunga e morbida.

Una collana a distanziatori: dieci volte meno pietra di un filo pieno, quindi quasi nessun peso al collo, e una catena che segue la pelle invece di formare un cerchio rigido.

Le perle non hanno tutte la stessa tinta, ed è una buona notizia: l uniformità perfetta sarebbe sospetta, non l irregolarità. Perché lo scrivo.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Lunghezza totale, chiusura compresa.

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Una collana in giada fine: una catena dorata molto leggera su cui sono montate, a intervalli regolari, piccole perle di giada ovali di un verde salvia, separate da minuscole perle bianche. È lunga, morbida, e quasi senza peso al collo.

In quattro righe

  • Piccole perle ovali verde salvia, distanziate su una catena dorata.
  • Minuscole perle bianche fra loro, non annunciate.
  • Lunga e molto leggera: non si sente al collo.
  • Il rilievo sarà pubblicato: una perla si stacca dall esemplare ordinato.

Una collana a distanziatori, e perché questo cambia tutto

La maggior parte delle collane di giada sono fili pieni: le perle si toccano, il peso si somma, e l insieme finisce per pesare. Questa è una collana a distanziatori, dove ogni perla è incastonata fra due maglie, separata dalla successiva da diversi centimetri di catena.

Il risultato sta in tre cose. È leggera, perché c è dieci volte meno pietra. È morbida, perché la catena si piega là dove un filo serrato resta rigido. E segue la pelle invece di formare un cerchio rigido, cosa che la rende molto più discreta sotto un capo.

La sua controparte è la fragilità relativa del montaggio: se una maglia cede, una perla va perduta. Non è un gioiello da portare per lavoretti, e conviene toglierla prima di infilare un maglione a collo alto. Come riporre un gioiello di giada.

Un verde salvia, che non è un verde da vetrina

Le perle non sono di un verde smagliante. Tirano al salvia, un verde grigio dolce, leggermente nuvoloso, e la loro tinta varia da una perla all altra: alcune sono quasi beige, altre francamente verdi.

Questa variazione è una buona notizia, e preferisco annunciarla che lasciarla scoprire. Su una pietra naturale, perle tagliate in blocchi diversi non possono essere identiche. È l uniformità perfetta che sarebbe sospetta, non l irregolarità.

Le minuscole perle bianche che le separano non sono annunciate dal mio fornitore: non scrive né perla di coltura, né vetro, né madreperla. Figurano quindi nel rilievo come non annunciate, e non indovinerò al suo posto.

Quello che la pesata potrà stabilire

Le perle sono montate fra due maglie, e una maglia si apre con la pinza senza rompere nulla. Sull esemplare che ordinerò, ne staccherò una, la peserò in aria e poi sospesa nell acqua, e la rimonterò. Mai su un pezzo venduto.

Una perla di questa taglia è piccola, e più un campione è leggero più la misura è rumorosa: è uno dei tre limiti del metodo, e lo segnalo qui perché si applica pienamente. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Lo scarto resta però ampio fra i candidati, serpentino intorno a 2,6, quarzite intorno a 2,65, nefrite da 2,90, quindi anche una misura imperfetta dirà qualcosa. La cifra sarà pubblicata nel rilievo, con la sua data. Ciò che separa i due minerali, e tutte le collane del reparto.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde chiaro
Forma della pietraPerle a botte
MotivoNessun motivo
MontaggioCatena
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaPietra forata
Per chiDonna
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Ciò che la tradizione attribuisce alla giada

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Il suono dei pendenti I letterati cinesi portavano giade appese alla cintura, il cui tintinnio regolava il passo: un passo troppo vivo le faceva urtare, un passo misurato le lasciava cantare. Il suono della giada serviva da richiamo all ordine, e i rituali lo codificavano.
Portare poco, e a lungo L uso antico non era accumulare: un solo pezzo, conservato decenni e spesso trasmesso, valeva più di una collezione. È un punto su cui la tradizione cinese e la gioielleria contemporanea non dicono la stessa cosa.
Il verde che non grida I verdi dolci e grigiati avevano la preferenza del gusto dotto, per il quale il riserbo di una pietra valeva più del suo splendore. La moda dei verdi saturi è venuta con la giadeite birmana, solo nel diciottesimo secolo.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.