Orecchini in giada e oro, gocce di giada verde

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Orecchini in giada e oro: due gocce di giada di un verde pallido e dolce, sormontate da una calotta dorata, su monachelle dorate dalla faccia scolpita.

Leggeri, si muovono a ogni movimento del capo. Nessuna misura da scegliere: un regalo semplice, coordinato alla collana in giada e oro.

Metallo dorato, lega non precisata. Pietre montate, quindi non pesabili. Stato di trattamento non determinato.

Categoria:

Orecchini in giada e oro di grande semplicità: due gocce di giada di un verde pallido e dolce, sormontate da una piccola calotta dorata e sospese a monachelle dorate dalla faccia scolpita. Si muovono al minimo movimento del capo e catturano la luce.

In quattro righe

  • Due gocce di giada di un verde pallido, levigate come un ciottolo.
  • Una calotta dorata e monachelle dorate dalla faccia scolpita.
  • Leggeri, si muovono a ogni movimento del capo.
  • Nessuna misura da scegliere: un regalo semplice e sicuro.

Due gocce di giada, e nulla di più

Questi orecchini in giada e oro poggiano su un’idea semplice: lasciar parlare la pietra. Ogni goccia è piena, arrotondata, levigata fino a una lucentezza dolce, e il suo verde pallido, tra il celadon e il verde acqua, prende la luce senza mai gridare. Sul bordo, là dove la pietra si assottiglia, il verde diventa quasi traslucido.

Sono orecchini che si mettono la mattina senza pensarci, e che accompagnano un’intera giornata, dall’ufficio alla cena.

Il dorato, quel che basta

Il metallo resta discreto: una piccola calotta sormonta ogni goccia, e un anellino sottile la unisce alla monachella. La monachella stessa ha una faccia anteriore appiattita e sagomata, che brilla come un tratto d’oro sopra la pietra. Tutto il disegno sta in questo contrasto, il verde lattiginoso in basso, il bagliore dorato in alto.

Orecchini che vivono con lei

Sospese, le gocce si muovono a ogni movimento del capo e rimandano la luce in modo diverso a ogni istante. Scendono appena sotto il lobo: abbastanza per vedersi, non tanto da dar fastidio.

Ogni goccia è ricavata dalla pietra, e due pietre non sono mai del tutto identiche: da un orecchio all’altro, il verde può variare di una sfumatura. È il segno di una coppia in pietra, non un difetto di abbinamento.

Con che cosa portarli

Si rivelano con i capelli raccolti o corti, e su un collo aperto. Il verde pallido e il dorato amano i toni caldi: il bianco sporco, il beige, il cammello, una pelle ambrata. Per una parure coordinata, hanno lo stesso verde acqua e lo stesso dorato della collana in giada e oro.

E poiché non c’è alcuna misura da scegliere, è uno dei regali più semplici della bottega. Regalare un gioiello in giada.

Portarli, e mantenerli belli

Li tolga per dormire, per la doccia e per lo sport: una monachella può impigliarsi in una federa o in un maglione. Metta profumo e lacca prima degli orecchini. Poiché la lega delle monachelle non è precisata, se i suoi lobi reagiscono a certi metalli li porti dapprima per poco tempo.

Per la cura, un panno morbido e asciutto sul metallo; per le gocce, acqua tiepida e un sapone delicato, senza bagnare la calotta. Mai ultrasuoni, vapore o solventi. Li riponga insieme nella loro custodia, lontano dagli altri gioielli. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde acqua
Forma della pietraGoccia
MotivoNessun motivo
MontaggioMonachella
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaCoppetta
Per chiDonna
Pietre abbinateNessuna, solo giada
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce agli orecchini di giada

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di confonderlo con il resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
La rugiada di giada Nel cinese classico, la «rugiada di giada» indica la rugiada d'autunno, pura e fredda. Il poeta Du Fu apre con essa una delle sue poesie più celebri. Una goccia di giada ne conserva l'immagine.
Tre orecchini per orecchio Sotto l'ultima dinastia cinese, l'uso voleva che le donne manciù portassero tre orecchini a ciascun orecchio. La giada vi stava accanto all'oro, alle perle e al corallo.
Un verde che porta il nome di un pastore La parola celadon, che indica questo verde pallido, viene da Céladon, pastore dell'Astrée, un romanzo francese del Seicento, che la scena vestiva di verde tenero. Il nome è passato poi alle porcellane cinesi dello stesso colore.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa è stata la giada in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l'avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.