Bracciale in giada e oro, perline di giadeite verde

62,90 €

Bracciale in giada e oro, filo di perline tonde di giadeite verde chiaro separate da coppette dorate, raddoppiato da una catena. Ciondolo a foglia traforata sotto la chiusura.

Catena di regolazione, dunque nessuna misura da scegliere: la lunghezza si prende alla chiusura. Regoli sul capo delle perline, il più corto, perché la catena non penzoli.

La parola oro è nel nome, non nel mio rilevamento: la lega non è precisata. Montato, dunque non pesabile. Stato di trattamento non determinato.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Un metro da sarta all’altezza dell’osso del polso, appoggiato senza stringere.

Categoria:

Un bracciale in giada e oro montato come un filo di perline tonde di giadeite verde chiaro, separate da piccole coppette dorate, e raddoppiato da una catena dorata che corre parallela al filo. Una foglia traforata incastonata di pietre bianche pende sotto la chiusura, e una catena di regolazione prolunga la chiusura stessa.

In quattro righe

  • Filo di perline verde chiaro, coppette dorate, raddoppiato da una catena.
  • Ciondolo a foglia traforata incastonato di pietre bianche, non identificate.
  • Catena di regolazione: nessuna misura da scegliere, la lunghezza si prende alla chiusura.
  • Montato, dunque non pesabile: nessuna cifra sarà pubblicata, e la scheda lo dice.

Che cosa vuol dire qui «giada e oro»

È il nome con cui il mercato vende questo tipo di bracciale, ed è quello che la gente digita. Lo conservo. Ma non lascerò credere che indichi oro massiccio, né tantomeno uno spessore di placcatura garantito.

Quel che so: il metallo è dorato. Quel che non so: se si tratta di placcato oro, di vermeil o di ottone dorato. La differenza è tutt’altro che sottile su un bracciale, che sfrega contro una manica e contro un tavolo tutto il giorno: un ottone dorato si patina in pochi mesi di uso quotidiano. Il giorno in cui un fornitore mi darà una risposta scritta, comparirà nel rilevamento, e non prima. Io peso, non certifico.

Nemmeno le pietre bianche della foglia sono nominate. A quella dimensione, uno zircone cubico e un diamante si somigliano: non le chiamerò con nessuno dei due nomi.

Una catena di regolazione, dunque nessuna misura da scegliere

La chiusura si prolunga con una piccola catena che termina con una perlina. Si aggancia il moschettone all’anello che conviene, e il bracciale copre così diversi centimetri di circonferenza del polso. Non vedrà quindi alcun menu di misura sopra il pulsante d’acquisto, a differenza degli altri bracciali della bottega.

Un dettaglio d’uso: su un montaggio doppio, filo di perline e catena, i due capi non si tendono allo stesso modo. Regoli sul capo più corto, quello delle perline, per evitare che la catena penzoli e si impigli.

Un verde chiaro, e quel che vale

Le perline sono di un verde pallido, leggermente lattiginoso, con un po’ di traslucenza sui bordi. Sulla giadeite, questo verde viene da un basso tenore di cromo; sulla nefrite, da un basso tenore di ferro. I due minerali non hanno alcuna parentela ed è Alexis Damour ad averli separati nel 1863. Ciò che le distingue.

Il mercato sopravvaluta il verde intenso e disprezza il verde pallido. È una convenzione di prezzo, non una gerarchia di materia. Quel che invece può guardare da sé è il foro: su una pietra tinta il colorante vi si concentra, e il bordo del foro è più scuro del resto della perlina. Le verifiche che non richiedono alcuno strumento.

Ciò che lo rovina, e ciò che lo salva

La giada è tenace, la sua struttura di cristalli intrecciati ferma la propagazione di una frattura, ma la sua durezza resta ordinaria: il quarzo della polvere dell’aria, che vale 7, opacizza delle perline alla lunga. Su un bracciale è lo sfregamento contro una scrivania a consumare, non gli urti. Durezza e tenacità.

Il punto debole di questo modello è altrove: la catena e la chiusura. Un anello sottile si deforma, un moschettone si apre, e una catena di regolazione è la prima cosa a cedere su un bracciale portato ogni giorno. Lo tolga per lo sport e le faccende di casa. Acqua tiepida, un sapone delicato, asciugatura completa. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite
ColoreVerde chiaro
Forma della pietraPerle tonde
MotivoNessun motivo
MontaggioCatena, Filo di perle
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaPietra forata
Per chiDonna
Pietre abbinatePietre bianche non identificate
Famiglia mineralogicaPirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6,5 a 7
Densità di riferimento3,25 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce al bracciale di giada

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

La pietra portata sulla pelle La giada prende la temperatura del corpo in pochi minuti e la conserva. È una proprietà fisica, la conducibilità, e diverse tradizioni ne hanno fatto tutt'altro. Io mi attengo alla prima.
Il filo di perline Il bracciale di perline tonde è una forma tarda, venuta dal commercio moderno, mentre il disco forato e l'ascia levigata sono attestati fin dal Neolitico. L'antichità della pietra non è quella dell'oggetto.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
I punti neri Le inclusioni scure della nefrite sono state giudicate diversamente secondo le epoche, ora difetto, ora segno di naturalezza. Nessuna di queste letture dice alcunché sulla qualità mineralogica della pietra.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa è stata la giada in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l'avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.