Bracciale buddista in giada, filo di perline di nefrite

42,90 €

Bracciale buddista in giada: un filo di perline a barilotto di nefrite in sfumatura, dal verde acqua al verde scuro, con un piccolo ciondolo di giada a bocciolo sotto un cappuccio dorato.

Le perline a barilotto si posano piatte sul polso. Senza chiusura, si infila con un gesto: scelga semplicemente la sua circonferenza del polso.

Nefrite, pesata di una perlina chiara e di una scura da fare. Stato di trattamento non determinato.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Un metro da sarta all’altezza dell’osso del polso, appoggiato senza stringere.

Categoria:

Un bracciale buddista in giada a un solo filo, con perline a barilotto di nefrite disposte in sfumatura: dal verde acqua più pallido al verde scuro, passando per un verde tenero che tira al giallo. Un piccolo ciondolo di giada a forma di bocciolo, sormontato da un cappuccio dorato traforato, pende tra due perline.

In quattro righe

  • Un filo in sfumatura di verdi, dal verde acqua al verde scuro.
  • Perline a barilotto, che si posano piatte sul polso.
  • Un ciondolo di giada a bocciolo, sotto un cappuccio dorato.
  • Senza chiusura: si infila con un gesto, e si sceglie sulla circonferenza del polso.

Tutta la gamma della giada, su un solo polso

Questo bracciale buddista in giada è costruito come una cartella colori. Da un lato, perline di un verde acqua quasi lattiginoso; di fronte, un verde scuro e profondo, quello che la nefrite deve al ferro; tra i due, un verde tenero che tira al giallo e fa la transizione. Girando il bracciale si passa da un colore all’altro senza mai una rottura.

Dentro ogni perlina, veli leggeri e piccole sfumature: nessuna è la copia della vicina.

Il bocciolo

In fondo al filo, un piccolo ciondolo di giada tagliato a bocciolo, pallido e traslucido, pende sotto un cappuccio dorato traforato a corolla. Vi è incastonata una minuscola pietra verde. Il ciondolo si muove al minimo gesto e dà al bracciale la sua firma: è il dettaglio che si nota per primo.

Un filo semplicissimo, ispirato al rosario

Si chiama spesso bracciale buddista un filo di perline portato al polso, sul modello dei rosari a grani dell’Asia. Questo non è un oggetto di culto, e non gli attribuisco alcun effetto: è un gioiello, che prende dal rosario la sua forma semplice, un cerchio di perline serrate che fa piacere far girare tra le dita. Che cosa conta davvero un filo di grani.

La forma a barilotto e la nefrite

La perlina a barilotto è un piccolo cilindro dai bordi arrotondati: si posa piatta sul polso invece di rotolare, e mostra più pietra di una perlina tonda. La nefrite, dal canto suo, è la più tenace delle due pietre che si chiamano giada: le sue fibre intrecciate incassano i piccoli urti di un bracciale portato tutti i giorni. Giadeite o nefrite, ciò che le distingue.

Con che cosa portarlo

La sua sfumatura di verdi lo rende facile da abbinare: sta bene con il bianco e il beige quanto con il kaki, il blu marino o il denim. Il cappuccio dorato del ciondolo si accorda con un orologio o un bracciale dorati. Da solo veste un polso; con altri fili, porta il colore.

Portarlo, e tenerlo bello

Non ha chiusura: è montato su filo elastico, che confermerò sull’esemplare, e si infila rotolandolo sulla mano invece di tirarlo. Scelga la sua circonferenza del polso sopra il pulsante d’acquisto; con perline a barilotto, nel dubbio, prenda la misura sopra. Misurare il polso in due minuti.

Lo tolga per la doccia, la piscina e lo sport: l’elastico invecchia più lentamente e la doratura conserva il suo splendore. Basta un panno morbido. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraNefrite
ColoreVerde chiaro, Verde scuro
Forma della pietraPerle a botte
MotivoNessun motivo
MontaggioElástico
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaPietra forata
Per chiUnisex
Pietre abbinatePietra verde non identificata
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico
Durezza (Mohs)Da 6 a 6,5
Densità di riferimento2,90 à 3,03 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce a questo bracciale

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e immagini, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura né come un oggetto di culto, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il bocciolo che sta per aprirsi La lingua cinese ha un’espressione per il bocciolo sul punto di schiudersi, e la usa per la giovinezza e per ciò che promette. Il ciondolo di questo bracciale ne riprende l’immagine.
Il polso sinistro L’uso di portare la giada a sinistra è spesso riferito, e legato all’idea di un lato che riceve. È un’abitudine, non una regola: nulla vieta la destra.
La pietra portata sulla pelle In Cina un filo di giada si porta a contatto della pelle, e si dice che vi prenda a poco a poco una lucentezza che la vetrina non gli darà mai.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Chi è davvero la figura del buddha che ride, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa la giada è stata in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l’avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.