Ciondolo drago in giada, intagliato ad altorilievo: il corpo si avvolge su se stesso, le squame sono scavate una a una, baffi e artigli si staccano dal fondo.
Forato e consegnato nudo, senza cordoncino né catenina. Prenda un cordoncino un po’ spesso: il peso grava sul foro, e un filo troppo sottile sega la pietra alla lunga.
Un ciondolo drago in giada intagliato ad altorilievo: il corpo si avvolge su se stesso, le squame sono ricavate una a una, i baffi e gli artigli si staccano dal fondo. Il verde è netto, più chiaro sugli spigoli del rilievo, più denso negli incavi. Il pezzo è forato e consegnato nudo.
In quattro righe
Scultura ad altorilievo, squame ricavate, baffi e artigli staccati.
Pietra nuda, dunque pesabile: la cifra sarà pubblicata qui, con la sua data.
Un rilievo profondo si scheggia sugli spigoli sottili: è lì che va protetto.
Un altorilievo, e ciò che esige dalla materia
Su questo pezzo lo scultore è andato a cercare lontano sotto la superficie: il corpo del drago passa dietro se stesso, i baffi si staccano dal fondo e le squame sono scavate una a una. Questo lavoro è possibile solo su una materia molto tenace.
La giada deve la sua tenacità a una struttura di cristalli intrecciati che ferma la propagazione di una fessura: è ciò che ha permesso di farne asce levigate nel Neolitico, ed è ciò che permette qui di liberare un artiglio senza che il pezzo si fenda. La sua durezza, invece, resta ordinaria, da 6,5 a 7 per la giadeite. La differenza tra durezza e tenacità.
Conseguenza pratica, e su questo pezzo conta più che su ogni altro del catalogo: sono gli spigoli sottili a soffrire. Un urto non fenderà il drago, scheggerà un baffo o la punta di un artiglio. Una custodia per lui solo, e non in fondo a una borsa.
Gli incavi e i rilievi, e che cosa guardarvi
Il verde appare più chiaro sugli spigoli e più denso negli incavi. Quel contrasto è ottica, non un indizio: su qualsiasi pietra intagliata e lucidata, le sporgenze rimandano la luce e gli incavi restano in ombra.
Ciò che meriterebbe attenzione è un’altra cosa: un colore che segue una rete di fessure invece della forma, o che si concentra in fondo agli incavi del bulino, dove un colorante si annida meglio. Su questo pezzo il verde avanza per zone larghe e irregolari, che è l’opposto del segnale d’allarme, senza per questo provare nulla. Lo stato di trattamento resta non determinato. Le verifiche che non richiedono alcuno strumento.
È consegnato nudo, e servirà un cordoncino
Il pezzo è forato con due buchi e arriva senza cordoncino né catenina. È una scelta che segnalo invece di lasciarla scoprire: va bene qualsiasi cordoncino intrecciato da bigiotteria, e si sostituisce quando si consuma, cosa che accade sempre prima che la pietra si muova. Filo e cordoncino di un gioiello in giada.
Su un pezzo pesante e intagliato, prenda un cordoncino un po’ spesso: il peso grava sul foro, e un filo troppo sottile sega la pietra alla lunga. Acqua tiepida, un sapone delicato, uno spazzolino molto morbido per gli incavi. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi: essendo ignoto lo stato di trattamento, un’eventuale resina non lo sopporterebbe. La cura nel dettaglio.
Perché scrivo ciondolo drago in giada, e non solo drago in pietra verde
Perché la parola giada, da sola, dice poco, e perché il motivo del drago è proprio quello che più spesso si intaglia in altro. Ciò che si vende sotto questo nome è molto spesso serpentino, etichettato «new jade» o «giada di Corea», oppure quarzite tinta, venduta come «giada della Malesia». Nessuna di queste denominazioni indica giada.
Il serpentino è inoltre molto più tenero, attorno a 3 o 4 sulla scala di Mohs contro 6,5 o 7 della giadeite, il che lo rende più facile da scolpire: è una delle ragioni per cui domina il mercato dei pezzi molto lavorati. Qui la bilancia deciderà, perché la pietra è nuda. Peso, non certifico.
Informazioni aggiuntive
Pietra
Giadeite
Colore
Verde netto
Forma della pietra
Scultura a tutto tondo
Motivo
Drago
Montaggio
Nessuno
Metallo
Nessuno
Incastonatura
Pietra forata
Per chi
Unisex
Pietre abbinate
Nessuna, solo giada
Famiglia mineralogica
Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)
Da 6,5 a 7
Densità di riferimento
3,25 à 3,36 g/cm³
Tenacità
Eccezionale, cristalli intrecciati
Trattamento
Non determinato
Origine
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Che cosa la tradizione attribuisce al drago di giada
Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra e di questo motivo. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.
Il drago cinese non è quello occidentaleIl long cinese è un animale d’acqua e di cielo, legato alla pioggia e ai fiumi, senza il ruolo di guardiano di tesori né la carica malefica del drago europeo. Le due figure non condividono una storia.
Un emblema di rangoSotto le dinastie imperiali, il numero di artigli del drago era regolato dal rango di chi lo portava. È uno dei rari casi in cui l’iconografia della giada è documentata da testi amministrativi.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il drago e la giadaIl motivo è attestato su giade cinesi fin dal Neolitico, molto prima che diventasse l’emblema imperiale che conosciamo. La sua forma antica, a C, del resto non somiglia a questa.
Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.
Le spese
6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.
L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.