Ciondolo tartaruga in giada, nefrite intagliata

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Ciondolo tartaruga in giada: una tartaruga drago scolpita in volume nella nefrite, con testa di drago dalla criniera e carapace dalle squame incise.

Un verde grigio profondo, scaldato da una zona giallo miele verso la base. Nessun metallo: si porta su un cordoncino o una catenina, senza misura da scegliere.

Nefrite, pesata del pezzo intero da fare. Stato di trattamento non determinato.

Categoria:

Un ciondolo tartaruga in giada intagliato a tutto tondo in un solo pezzo di nefrite: una tartaruga drago, con testa di drago dagli occhi tondi e criniera ripiegata sul dorso, e carapace bombato dalle squame incise. Il verde grigio della pietra si scalda in una zona giallo miele verso la base.

In quattro righe

  • Una tartaruga drago scolpita in volume, in un solo pezzo di nefrite.
  • Testa di drago, criniera, squame incise sul carapace.
  • Un verde grigio profondo, scaldato da una zona giallo miele.
  • Nessun metallo: si porta su un cordoncino o su una catenina.

Una tartaruga con la testa di drago

Questo ciondolo tartaruga in giada non è una tartaruga qualunque. La sua testa è quella di un drago: un muso largo, due occhi tondi e sporgenti, e una lunga criniera che si ripiega ad arco verso il carapace. Il corpo, invece, è proprio quello di una tartaruga, zampe raccolte sotto un carapace bombato di cui ogni squama è incisa con un tratto netto.

La tartaruga drago è una figura antichissima dell’arte cinese, che riunisce i due animali più carichi di senso di quella tradizione. La si ritrova in pietra ai piedi delle stele, in bronzo nei templi, e in giada nella mano.

La scultura, da tutti i lati

È tagliata a tutto tondo, cioè in volume, per essere guardata da ogni lato, e non a semplice rilievo su una lastra. Lo scultore ha lavorato gli incavi quanto le sporgenze: la lucidatura brillante cattura la luce sulla cupola del carapace e sulla fronte, mentre le incisioni restano in ombra e disegnano il pezzo.

Sotto il pollice il carapace è dolce e bombato; si prende in fretta il gesto di farlo girare tra le dita.

Un verde grigio che si scalda

La nefrite è qui di un verde grigio profondo, traslucida sui rilievi più sottili, con leggeri veli più chiari. Verso la base la pietra vira a una zona calda, giallo miele. Questo cambio di tinta dà alla scultura una profondità che un colore uniforme non avrebbe: nessun pezzo avrà esattamente la stessa.

La nefrite, la pietra degli scultori

Se la Cina scolpisce la nefrite da millenni, è per la sua tenacità: le sue fibre intrecciate permettono di scavare, traforare e incidere finemente senza che la pietra scoppi. È ciò che consente una criniera staccata o squame dal tratto vivo. Giadeite o nefrite, ciò che le distingue, e la differenza tra durezza e tenacità.

Con che cosa portarlo

Nessun metallo tocca la pietra: si porta su un cordoncino di seta o di cotone per uno spirito semplice, oppure su una catenina per una resa più elegante. È un ciondolo che ha presenza, da portare da solo, su un collo aperto o su un maglione tinta unita.

Senza genere e senza misura da scegliere, è anche un regalo facile, e un regalo che si racconta. Per un altro animale della stessa tradizione, veda il ciondolo drago in giada. Regalare un gioiello in giada.

Tenerlo bello

Una scultura ha incavi, e sono loro a trattenere la polvere e le creme. Uno spazzolino morbido, acqua tiepida saponata, un risciacquo e un’asciugatura completa bastano a tenerlo pulito. Lo riponga nella sua custodia, a parte: gli altri gioielli graffiano una lucidatura. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraNefrite
ColoreVerde spinacio
Forma della pietraScultura a tutto tondo
MotivoTartaruga
MontaggioNessuno
MetalloNessuno
IncastonaturaPietra forata
Per chiUnisex
Pietre abbinateNessuna, solo giada
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico
Durezza (Mohs)Da 6 a 6,5
Densità di riferimento2,90 à 3,03 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce alla tartaruga di giada

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
La tartaruga che porta le stele La leggenda cinese fa del Bixi, tartaruga con testa di drago, uno dei nove figli del drago. È lui che si scolpisce ai piedi delle grandi stele di pietra, che porta sul dorso da secoli.
La Tartaruga nera del Nord Tra i quattro animali che custodiscono i punti cardinali nella cosmologia cinese, il Nord spetta alla Tartaruga nera. Vi è la figura della resistenza e di ciò che dura.
La longevità Poiché vive a lungo e avanza senza fretta, la tartaruga è fin dall’antichità un simbolo di lunga vita in Cina, e un motivo frequente nei regali fatti agli anziani.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa la giada è stata in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l’avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.