Un ciondolo in giada e argento 925 costruito attorno a una goccia di giadeite di un verde netto e molto regolare. La pietra non pende sotto una bélière: è tenuta da quattro griffe all’interno di una cornice traforata di metallo attorcigliato, la cui asola alta porta un pavé di piccole pietre bianche. È inclusa una catenina.
In quattro righe
- Goccia di giadeite incastonata a griffe in una cornice traforata d’argento 925.
- Pavé di piccole pietre bianche sull’asola alta, non identificate.
- Catenina inclusa, di cui non garantisco il titolo.
- Un verde netto e molto regolare: la scheda ne discute più sotto.
Una goccia tenuta da griffe, non appesa sotto una bélière
La differenza non è estetica. Sotto una bélière, una pietra è forata da parte a parte oppure incollata su un supporto, e poggia su un solo punto. Qui la cornice traforata gira attorno alla goccia e piccole griffe si ripiegano sul suo bordo, in alto e in basso. La goccia non è forata.
Questo significa due cose nell’uso. Primo, il carico è distribuito: il punto debole di un ciondolo forato, cioè il foro, qui non esiste. Secondo, le griffe sono metallo sottile che un impigliamento può sollevare. Passi l’unghia sopra una volta all’anno: una griffa che impiglia l’unghia è una griffa che si è aperta, ed è il momento di farla riabbassare da un gioielliere, non dopo la caduta.
La cornice stessa è attorcigliata e traforata, il che lascia passare la luce dietro la pietra. Su una giadeite traslucida, è ciò che fa la differenza tra un verde che si accende e un verde che resta spento.
Questo verde è molto regolare, e lo dirò invece di vantarlo
La goccia è di un verde netto, saturo, senza zone chiare né venature visibili. È ciò che la rende bella in fotografia, ed è esattamente ciò che questo sito insegna a guardare da vicino.
Un colore perfettamente omogeneo su una pietra naturale è raro, perché il cromo non si è depositato su ordinazione. Può venire da una selezione severa su un grosso lotto, oppure da un’impregnazione colorata. Non l’ho né pesata né fatta analizzare, e lo stato di trattamento di questo pezzo è non determinato, come quello di tutto questo catalogo.
Ciò che rifiuto di scrivere è il contrario: né «non trattata», né «naturale», né «giadeite A», né «tipo A». Queste quattro parole sono quelle che il mercato usa esattamente quando non sa, e il decreto n. 2002-65 fa del silenzio su un trattamento un’infrazione, non una discrezione. Che cosa coprono le lettere A, B e C.
Le pietre bianche del pavé
L’asola alta porta pietre bianche sfaccettate piccolissime, incastonate a grani. Il mio fornitore non le nomina. A quel diametro, uno zircone cubico, uno spinello di sintesi, un topazio incolore e un vetro si somigliano a occhio nudo come con una lente tascabile.
Non le chiamerò dunque né diamante, né brillante, né con alcun nome di pietra preziosa. È l’articolo 4 del decreto n. 2002-65 a vietarlo: nominare un’imitazione con il nome della pietra che imita è un’infrazione, anche senza intenzione di ingannare. Su questo sito, una pietra non identificata si chiama una pietra non identificata.
La catenina, e ciò che ne so
Con il ciondolo è fornita una catenina di metallo bianco. Non garantisco che sia in argento 925: il mio fornitore non lo precisa, e una catenina di accompagnamento è molto spesso ottone argentato. Se vuole una catenina dal titolo certo, la compri a parte da un gioielliere e tenga questa per la prova.
La bélière del ciondolo è abbastanza larga da ricevere una catenina più grossa, un cordoncino di seta o un nastro. Il peso del pezzo non chiede nulla di particolare.
L’argento 925, e ciò che fa davvero
L’argento 925 è una lega al 92,5 per cento d’argento, il resto essendo soprattutto rame. Si ossida all’aria, il che è normale e si pulisce con un panno per argenteria, evitando la pietra e il pavé. Su una pelle acida può anche lasciare un segno, a causa del rame: è raro, non è un difetto di fabbricazione, e un risciacquo regolare basta il più delle volte.
La giada, dal canto suo, è tenace ma la sua durezza resta ordinaria, da 6,5 a 7 per la giadeite: il quarzo della polvere, che vale 7, opacizza una goccia bombata molto più sicuramente di un urto. Una cornice traforata trattiene l’acqua dietro la pietra: asciughi completamente, in piano, su un panno. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi: gli ultrasuoni allentano le griffe e smuovono i grani del pavé. Durezza e tenacità, e la cura nel dettaglio.





