Ciondolo buddha in giada, giadeite verde

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Ciondolo buddha in giada, intagliato a rilievo: il ridente seduto, il sacco in una mano, una collana di perline e un lucchetto di longevità incisi sul petto. Forato e montato su cordoncino intrecciato.

Il personaggio è Budai, un monaco cinese del Xo secolo, non il Buddha storico. Il commercio ha tenuto la parola; la scheda dice quale dei due porta.

Nessun metallo tocca la pietra: è pesabile, e la cifra sarà pubblicata qui con la sua data. Stato di trattamento non determinato. Perché lo scrivo.

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Un ciondolo buddha in giada intagliato a rilievo: il personaggio è seduto, ridente, il ventre nudo, un sacco in una mano e un cabochon di albero della vita nell’altra, una collana di perline e un lucchetto di longevità incisi sul petto. È forato da parte a parte e montato su un cordoncino intrecciato nero.

In quattro righe

  • Scultura a rilievo, forata, montata su cordoncino intrecciato. Nessun metallo.
  • Il personaggio ridente è Budai, un monaco cinese, non il Buddha storico.
  • Pietra nuda, dunque pesabile: la cifra sarà pubblicata qui, con la sua data.
  • Un verde sostenuto e regolare, la cui regolarità la scheda discute più sotto.

Questo personaggio non è il Buddha

Il ridente dal ventre tondo che tutti chiamano «buddha» è Budai, un monaco cinese del X secolo, mendicante errante, associato più tardi al buddha a venire, Maitreya. Non è Siddhartha Gautama, il Buddha storico, che si raffigura magro, in meditazione, con gli occhi bassi.

La parola «buddha» è rimasta nel commercio, e la uso nel titolo di questa scheda perché è con quella parola che si cerca questo pezzo. Ma non lascerò credere che il sacco, il ventre e il riso siano quelli del Buddha: sono quelli di Budai, e l’attribuzione è avvenuta in Cina, non in India. La storia del personaggio, per intero.

È una figura religiosa. In regalo non va bene a tutti, ed è meglio saperlo prima: regalare un gioiello in giada.

Un verde sostenuto e regolare, e ciò che posso dirne

La scultura è di un verde netto e profondo, quasi uniforme, più chiaro sui rilievi e più scuro negli incavi. Quel contrasto è ottica, non un indizio: su qualsiasi pietra intagliata e lucidata, le sporgenze rimandano la luce e gli incavi restano in ombra.

Ciò che meriterebbe attenzione è un’altra cosa: un colore che segue una rete di fessure invece della forma, o che si concentra intorno al foro. Su un pezzo intagliato, gli incavi del bulino sono il punto in cui un colorante si annida meglio, e una lente da gioielliere basta a vedere se c’è. Non affermo nulla su questo pezzo, il cui stato di trattamento è non determinato come quello di tutto il catalogo. Le verifiche che non richiedono alcuno strumento.

L’intaglio, e ciò che esige dalla materia

Un rilievo come questo non si taglia in una pietra qualsiasi: serve una materia che accetti incavi profondi senza fendersi lungo un piano. La giada lo permette grazie alla sua tenacità, una struttura di cristalli intrecciati che ferma la propagazione di una fessura. La sua durezza, invece, resta ordinaria, da 6,5 a 7 per la giadeite. La differenza tra durezza e tenacità.

Conseguenza pratica: a soffrire sono gli spigoli sottili dei rilievi, non la massa. Un urto non aprirà il pezzo, scheggerà il bordo di una manica o un orecchio. E il quarzo della polvere dell’aria, che vale 7, opacizza le superfici bombate molto più sicuramente di un incidente. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi, acqua tiepida, un sapone delicato. La cura nel dettaglio.

Perché scrivo ciondolo buddha in giada, e non solo in pietra verde

Perché la parola giada, da sola, dice poco, e perché il motivo del ridente è proprio quello che più spesso si intaglia in altro. Ciò che si vende sotto questo nome è molto spesso serpentino, etichettato «new jade» o «giada di Corea», oppure quarzite tinta, venduta come «giada della Malesia». Nessuna di queste denominazioni indica giada.

La differenza è fisica e si misura: i quattro riferimenti del rilevamento sono separati da ben più dell’incertezza di una bilancia da cucina. Qui la pietra è nuda, dunque la cifra arriverà. È ciò che autorizza la parola autentica su questo sito, e nient’altro: mai il non trattato contrapposto al trattato. Peso, non certifico.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite
ColoreVerde netto
Forma della pietraScultura a tutto tondo
MotivoBuddha sorridente (Budai)
MontaggioCordoncino intrecciato
MetalloNessuno
IncastonaturaPietra forata
Per chiUnisex
Pietre abbinateNessuna, solo giada
Famiglia mineralogicaPirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6,5 a 7
Densità di riferimento3,25 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce al buddha che ride

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra e di questo motivo. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Budai, e non il Buddha Il personaggio è un monaco cinese del Xo secolo, mendicante errante, associato più tardi al buddha a venire, Maitreya. L’identificazione è cinese e tarda: è documentata, non è dottrinale.
Il sacco Budai è quasi sempre raffigurato con un sacco di tela, da cui il suo nome, che significa letteralmente sacco di stoffa. La tradizione ne fa di volta in volta il sacco delle elemosine o quello degli affanni portati via. Entrambe le letture circolano.
Il ventre e il riso Il ventre nudo e il riso aperto sono segni di abbondanza e di distacco nell’iconografia cinese, il contrario dell’ascesi. È una convenzione di rappresentazione, non una promessa.
Una figura religiosa Per molte persone è un oggetto di devozione, per altre un ornamento. In regalo non va bene a tutti. Lo segnalo perché la questione si pone davvero, e raramente nelle schede prodotto.

Queste letture si raccontano, non si verificano. La storia del personaggio per intero, le virtù morali in Confucio, e le virtù attribuite alla giada, dette onestamente.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l’avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.