Collana in giada e oro, disco verde acqua su catena dorata
44,90 €
Collana in giada e oro: un disco forato di un verde acqua traslucido, tenuto da un filo dorato avvolto a spirale, su una catenina dorata sottile a maglie tonde.
Leggera e luminosa, da portare tutti i giorni. Cinque lunghezze a scelta, da 40 cm a girocollo a 55 cm; nel dubbio, 45 cm va bene alla maggior parte dei colli.
Una collana in giada e oro tutta leggerezza: un disco forato di un verde acqua traslucido, tenuto da un filo dorato che passa nel suo foro e si avvolge a spirale, su una catenina dorata sottile a maglie tonde. Il dorato scalda il verde, e il verde addolcisce il dorato.
In quattro righe
Un disco forato di un verde acqua traslucido.
Un filo dorato avvolto a spirale, su una catenina dorata sottile.
Leggera e luminosa, per tutti i giorni.
Cinque lunghezze a scelta, da 40 a 55 cm.
Il verde acqua e l’oro, un accordo tutto dolcezza
Questa collana in giada e oro gioca su un contrasto leggero. Il disco è di un verde acqua pallido, quasi menta, che la luce attraversa e che lascia vedere sottili veli più chiari nella pietra. Il dorato, dal canto suo, è caldo e brillante. Insieme danno un gioiello luminoso, che illumina il viso senza mai indurirlo.
È il tipo di collana che si mette la mattina senza pensarci e non si toglie più: discreta su un maglione sottile, delicata sulla pelle nuda d’estate.
Un filo dorato, avvolto nella pietra
Nessuna bélière incollata, nessuna griffa: il filo dorato attraversa il foro del disco, risale e si avvolge più volte su se stesso prima di formare l’anello in cui passa la catenina. È un gesto da gioielliere semplice e solido, che lascia la pietra interamente libera e visibile su entrambe le facce.
Il disco si muove leggermente in fondo al suo filo e rimanda la luce a ogni movimento. La catenina, a maglie tonde sottili, resta in secondo piano: è la pietra che si guarda.
Quale lunghezza scegliere
Scelga la lunghezza nel menu sopra il pulsante d’acquisto; si misura chiusura compresa. A 40 cm, il disco si posa alla base del collo, a girocollo. A 42 o 45 cm, cade tra le clavicole, una lunghezza molto portata. A 50 cm, scende verso l’alto della scollatura, e a 55 cm, si porta sopra un collo o un maglione.
In caso di dubbio, 45 cm va bene alla maggior parte dei colli. Per un regalo è la lunghezza più sicura. Regalare un gioiello in giada.
Con che cosa portarla
Il dorato si sposa con i toni caldi: una camicia bianca, un maglione cammello, un vestito beige o un’abbronzatura estiva. Accompagna bene altre catenine dorate sottili, in accumulazione, oppure si porta da sola per un effetto più essenziale. La preferisce in argento? La sua versione in argento 925 esiste anch’essa.
Giadeite o nefrite
La parola giada copre due minerali distinti: la giadeite, spesso più traslucida, e la nefrite, più tenace. Su un disco di questo verde pallido l’occhio non decide tra le due, e la pietra montata non può passare sulla bilancia: il rilevamento lo dice così com’è. Ciò che le distingue.
Portarla, e tenerla bella
La tolga per la doccia, la piscina e lo sport: l’acqua clorata e il sudore opacizzano un metallo dorato, e una catenina sottile non ama essere tirata. Metta profumo e crema prima della collana, mai dopo. Un panno morbido e asciutto basta a curare la catenina; per il disco, acqua tiepida e un sapone delicato. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi. La riponga in piano, nella sua custodia, perché la catenina non si aggrovigli. La cura nel dettaglio.
Informazioni aggiuntive
Pietra
Giadeite o nefrite, non determinato
Colore
Verde acqua
Forma della pietra
Disco forato
Motivo
Nessun motivo
Montaggio
Catena
Metallo
Dorato, lega non precisata
Incastonatura
Pietra forata
Per chi
Donna
Pietre abbinate
Nessuna, solo giada
Famiglia mineralogica
Anfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)
Da 6 a 7
Densità di riferimento
2,90 à 3,36 g/cm³
Tenacità
Eccezionale, cristalli intrecciati
Trattamento
Non determinato
Origine
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Che cosa la tradizione attribuisce alla giada e all’oro
Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il vuoto che fa l’oggettoIl Tao Te Ching osserva che è il vuoto al centro del mozzo a far girare la ruota, e la cavità del vaso a renderlo utile. Il foro del disco si legge volentieri così: è lui che fa il gioiello.
Un’unione d’oro e di giadaIn cinese, un’unione d’oro e di giada indica una coppia perfettamente assortita. L’espressione viene dal Sogno della camera rossa, il grande romanzo del Settecento, in cui un ciondolo di giada e un amuleto d’oro a forma di lucchetto si rispondono.
La pietra portata sulla pelleIn Cina un disco di giada si porta a contatto della pelle, vicino al cuore, più che sopra i vestiti. Si dice che prenda a poco a poco il calore di chi lo porta.
Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.
Le spese
6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.
L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.