Bracciale in giada verde mela a placche larghe

50,90 €

Bracciale in giada verde mela: larghe lastre di un verde franco, quasi acido, unite bordo a bordo su un doppio elastico.

Un verde vivo orienta verso la giadeite, che il cromo colora, più che verso la nefrite, che il ferro rende scura. Può anche venire da una quarzite tinta, e la bilancia decide: 2,65 non si confonde con nulla.

Lastre più larghe degli altri modelli del reparto, quindi un bracciale più massiccio e più pesante. Stato del trattamento non determinato. Perché lo scrivo.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Un metro da sarta all’altezza dell’osso del polso, appoggiato senza stringere.

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Un bracciale in giada verde mela: larghe lastre di un verde franco, quasi acido, unite bordo a bordo su un doppio elastico. È il colore più affermato del reparto bracciali, e quello su cui bisogna porsi più domande prima di comprare.

In quattro righe

  • Larghe lastre, più larghe che negli altri modelli a lastre del reparto.
  • Un verde franco e vivo, sostenuto da un capo all altro del filo.
  • Unite bordo a bordo su due elastici: l anello resta piatto e non si torce.
  • Si prende alla circonferenza del polso, si infila tirando.

Verde mela, e da dove viene questo colore

Nella giadeite, un pirosseno sodico alluminifero, i verdi più franchi vengono dal cromo: è lo stesso elemento che dà il colore allo smeraldo, e produce verdi vivi, a volte quasi fluorescenti. Nella nefrite, un anfibolo, il verde viene dal ferro e tira sempre verso lo scuro e il sordo.

Un verde mela sostenuto orienta dunque più verso la giadeite che verso la nefrite. Dico bene orienta: solo la pesata stabilirà la specie, e i due intervalli di densità sono molto distanti, 3,25 almeno contro 2,90 a 3,03. Ciò che distingue i due minerali.

Bisogna dire anche l altra ipotesi, ed è frequente: un verde vivo e perfettamente regolare è esattamente quello che produce una quarzite tinta, venduta col nome di giada della Malesia. Anche là la bilancia decide, perché 2,65 non si confonde con nulla.

Larghe lastre, e quello che pesano

Le lastre di questo modello sono sensibilmente più larghe di quelle degli altri bracciali dello stesso formato. Ne servono quindi meno per fare il giro, e ognuna occupa più polso: l effetto è più massiccio, meno gioiello e più oggetto.

È anche più pesante. Un bracciale a larghe lastre di pietra ha un peso reale che si sente a fine giornata, soprattutto se si lavora alla tastiera. Non è un difetto, è un dato: alcuni lo cercano, altri preferiscono un filo di perle fini.

Come su tutti i modelli a lastre, le lastre sono forate con due buchi e infilate su due elastici paralleli. L anello resta piatto e non ruota.

Quello che si può verificare da soli

Guardate il foro. Su una pietra tinta, il colorante vi si concentra e il contorno è più scuro del resto. Il colore segue anche le microfratture, a rete, invece di distribuirsi nella massa: su un verde così vivo, quella rete si individua in controluce senza lente.

Guardate poi se le lastre sono tutte esattamente dello stesso verde. Su una pietra non dovrebbero esserlo. Una regolarità perfetta su una dozzina di pezzi è l indizio più semplice di una colorazione. I gesti che non chiedono alcuna attrezzatura.

Quanto alla parola giada, da sola, non dice molto: quello che si vende con quel nome è molto spesso serpentino o quarzite tinta. Nessuna di queste denominazioni designa giada. Tutti i bracciali del reparto.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde netto
Forma della pietraPlacca levigata
MotivoNessun motivo
MontaggioElástico
MetalloNessuno
IncastonaturaPietra forata
Per chiUnisex
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Ciò che la tradizione attribuisce al verde vivo

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Il verde degli imperatori Il verde franco e sostenuto è quello che le corti imperiali cercavano a partire dal diciottesimo secolo, quando la giadeite arrivò dalla Birmania. Prima di lei, la giada della Cina era la nefrite, ed era scura o bianca. Ciò che la tradizione mette in un bracciale di giada.
Portare un colore che si vede Un verde vivo non è mai stato un colore di discrezione, e i testi dei letterati gli preferiscono i toni sordi. È una disputa di gusto che attraversa secoli e che non è risolta.
La giada che si patina a mano Un filo di perle portato ogni giorno finisce per prendere una lucidatura che il laboratorio non dà. La tradizione vi vede uno scambio fra la pietra e chi la porta; è soprattutto sfregamento, ed è ben reale.
La lucidatura, e quello che vi si legge La tradizione dotta associa alla giada un lucore dolce più che vivo, e ne fa un immagine del riserbo. È una lettura estetica diventata morale, non un osservazione sulla pietra.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.