Orecchini in giada verde scuro con gocce lucidate

40,90 €

Orecchini in giada verde scuro: una goccia allungata di un verde bottiglia profondo, lucidata senza faccetta, coperta da una coppetta argentata e appesa a un piccolo cerchio a clip.

Venduto con riserva sulla pietra. Il verde non cede sulla punta, dove la pietra è sottile: è il comportamento di una calcedonia tinta, non di un colore di formazione.

La pesata può decidere il minerale se la coppetta si stacca, ma non dirà mai nulla sulla tintura. Perché lo scrivo.

Categoria:

Orecchini in giada verde scuro: una goccia allungata di un verde bottiglia profondo, lucidata senza faccetta e affilata verso il basso, coperta da una coppetta argentata e appesa a un piccolo cerchio a clip. È il verde più scuro del catalogo.

In quattro righe

  • Una goccia allungata di un verde bottiglia profondo, lucidata senza faccetta.
  • Una coppetta argentata in alto, un piccolo cerchio a clip.
  • Venduto con riserva: il colore tipo della calcedonia tinta.
  • Il rilievo dipenderà dalla coppetta: deve staccarsi senza forzare.

Un verde che non cede, ed è questo il problema

Guardate la punta della goccia, dove la pietra diventa sottile. Il verde è là tanto denso quanto nel mezzo. Su una pietra colorata nella sua massa la tinta si schiarisce quando lo spessore cala, perché c è meno materia da attraversare. Qui non lo fa.

Questo comportamento appartiene a un colore alloggiato in una materia di grana fine e regolare, che lo prende in modo omogeneo da parte a parte: è esattamente quello che dà una calcedonia tinta. La nefrite, fatta di fibre di densità variabile, non si colora mai in modo così regolare.

Non dico che sia certo. Dico che è quello che mostra la fotografia del mio fornitore, non soltanto la mia resa, e che una bottega che vende una sola pietra non ha il diritto di passarci sopra. Le denominazioni che non designano giada.

Lo stesso modello esiste in bianco

Questa goccia è venduta in due colori, e questa è la sola differenza fra i due articoli: la versione bianca porta esattamente lo stesso taglio sotto lo stesso cerchio.

La differenza però non è solo di gusto. La versione bianca non porta questa riserva sul colore, perché un bianco non ha nulla da nascondere su quel terreno. Ne porta un altra, sulla pesata, che la sua scheda spiega.

In altre parole, nessuna delle due è al di sopra di ogni sospetto, ed entrambe lo dicono. È la cosa migliore che possa offrire a chi esita: due schede che nominano ciascuna il proprio limite.

Quello che la pesata potrà fare, e quello che non potrà

La coppetta argentata è posata sulla punta superiore della goccia e tenuta da un punto di colla. Sull esemplare che ordinerò tenterò di toglierla senza forzare. Se viene, peso la pietra nuda; la calcedonia sta intorno a 2,60, la nefrite comincia a 2,90, e la cifra deciderà il minerale.

Se resiste, non insisterò: non strapperò una coppetta per una misura, e il rilievo resterà vuoto e lo dirà. Il metodo, con i suoi tre limiti.

E in ogni caso, la pesata non dirà nulla sulla tintura. Stabilisce il minerale, non quello che vi è stato messo: una calcedonia tinta e una calcedonia nuda pesano uguale. Solo un analisi di laboratorio separerebbe le due, e io non la faccio fare. La scheda di informazione sui trattamenti.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde scuro
Forma della pietraGoccia
MotivoNessun motivo
MontaggioAnello di metallo
MetalloArgentato, lega non precisata
IncastonaturaCoppetta
Per chiDonna
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Ciò che la tradizione attribuisce alla giada

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Il verde profondo, una moda recente Il gusto per i verdi molto saturi viene dal commercio della giadeite birmana, che raggiunge la Cina soltanto nel diciottesimo secolo. Il gusto dotto antico preferiva di gran lunga le pietre pallide e smorzate.
Tingere una pietra non è nulla di nuovo La tintura delle pietre traslucide è attestata dall antichità, dall agata romana alle calcedonie di Idar Oberstein. Non è una frode moderna, è un mestiere antico, che diventa un problema soltanto quando si tace il procedimento.
La giada alle orecchie I jueshi, anelli di giada fessurati portati all orecchio, sono fra gli ornamenti cinesi più antichi conosciuti: se ne trovano esemplari in sepolture neolitiche, molto prima dei dischi e dei pendenti da cintura.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.