Orecchini in giada autentica, giadeite o nefrite

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Orecchini in giada autentica, due dischi forati sospesi a una catena corta e a una monachella dorata. Il disco ruota liberamente e non si presenta mai due volte uguale.

La forma si chiama fibbia della pace: un anello piatto senza spigolo vivo né punta, esattamente ciò che serve a una pietra di durezza ordinaria.

Autentica vuol dire giadeite o nefrite, mai serpentino né quarzite tinta. Montato, quindi non pesabile, e stato di trattamento non determinato. Perché lo scrivo.

Categoria:

Orecchini in giada autentica montati su monachelle: una piccola perla tonda in alto, una catena corta, poi un disco forato che pende e ruota liberamente sotto di essa. Il verde è chiaro, un po’ lattiginoso, traslucido sui bordi.

In quattro righe

  • Due dischi forati sospesi a una catena corta e a una monachella.
  • Il disco ruota liberamente: non si presenta mai due volte uguale.
  • Metallo dorato, lega non precisata. Nessuna pietra oltre alla giada.
  • Autentica vuol dire giadeite o nefrite, mai serpentino né quarzite tinta.

Il disco forato, una forma che ha un nome

Questo piccolo anello piatto con foro centrale non è un’invenzione da gioielliere: è una forma cinese antica, chiamata fibbia della pace, più spessa e più piccola del grande disco Bi delle sepolture neolitiche da cui discende. Si porta forata, senza montatura, esattamente come qui.

Quel che mi interessa di questa forma è fisico prima che simbolico: un disco forato non ha né spigolo vivo, né punta, né angolo. La giada è molto tenace ma la sua durezza resta ordinaria, e sono gli spigoli sottili a scheggiarsi per primi su un pezzo portato. Un anello piatto non ne ha nessuno. La differenza tra durezza e tenacità.

Che cosa vuol dire autentica qui, e che cosa non vuol dire

Su questo sito, degli orecchini in giada autentica sono orecchini la cui pietra è giadeite o nefrite, e non serpentino venduto con il nome di «new jade» o «giada di Corea», né quarzite tinta venduta come «giada della Malesia». Nessuna di queste denominazioni indica della giada.

Autentica non oppone mai il non trattato al trattato. È la confusione più diffusa del mercato, e fa comodo a tutti tranne che a chi compra. Lo stato di trattamento di questi dischi è non determinato, sta scritto nel rilevamento, e nessuna parola di questa scheda lascia intendere il contrario. Che cosa coprono le lettere A, B e C.

Un paio, quindi due pietre

Su una materia naturale, due dischi ricavati dallo stesso blocco non sono mai rigorosamente identici: uno sarà un po’ più lattiginoso, l’altro un po’ più traslucido, e il verde si sposterà di un quarto di tono. Li guardi affiancati in controluce, è lì che si vede.

Un paio le cui due pietre fossero di un verde rigorosamente identico meriterebbe di essere guardato più da vicino piuttosto che celebrato: un colore perfettamente riproducibile è ciò che produce una tintura, non una roccia. Non affermo nulla su questo, il cui stato di trattamento è non determinato. I gesti che non richiedono alcuna attrezzatura.

La monachella, e quel che conviene sapere

Il montaggio è un gancio aperto, quello che a volte si chiama monachella. Non si chiude: l’orecchino tiene per il proprio peso e per la curvatura dell’astina. È comodo e leggero, ed è anche il montaggio che si perde più facilmente, dato che basta un maglione o una sciarpa a sganciarlo.

Il metallo è dorato. Il mio fornitore non dice né placcato oro, né vermeil, né ottone dorato, e questi tre non si distinguono in una foto: la scheda scrive dunque dorato, e nulla di più. Su un orecchio sensibile, ne tenga conto. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde chiaro
Forma della pietraDisco forato
MotivoNessun motivo
MontaggioCatena
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaPietra forata
Per chiDonna
Pietre abbinateNessuna, solo giada
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce alla giada portata all'orecchio

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di confonderlo con il resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

La pietra che si muove Un orecchino segue il passo e il respiro. Diverse tradizioni hanno attribuito un senso a questo movimento continuo; lo cito perché ricorre spesso, senza dargli più peso di così.
L'orecchio, un uso tardivo La giada è stata prima un oggetto di rito, di rango e di potere, raramente un orecchino. Il gioiello da orecchio in giada è una forma recente, portata dal commercio moderno più che dalla tradizione.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
La fibbia della pace Il piccolo disco forato porta in cinese un nome che si traduce come fibbia della pace, e discende dal grande disco Bi delle sepolture neolitiche. È una delle poche forme della giada il cui nome tradizionale è attestato e stabile.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa è stata la giada in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l'avvertenza completa è qui.

I tempi

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Le spese

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L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.