Bracciale in macramè con giada e occhio di tigre

50,90 €

Bracciale macramè in giada su cordoncino beige: tre tubetti di giada verde, due perle di occhio di tigre, e un intreccio stretto che tiene insieme il tutto.

Nessuna misura da scegliere. Il nodo scorre, si tira per stringere e si allarga per aprire: passa la mano senza manipolare nulla, e si riprende di tanto in tanto come un laccio.

Solo i tubetti sono di giada. L occhio di tigre è un quarzo, non entra in questa famiglia, e lo stato del trattamento della pietra verde resta non determinato. Perché lo scrivo.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Un metro da sarta all’altezza dell’osso del polso, appoggiato senza stringere.

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Un bracciale macramè in giada su cordoncino beige: tre tubetti di giada verde, due perle di occhio di tigre, e un intreccio stretto che tiene insieme il tutto. Non ha chiusura né misura: i due capi scorrono uno dentro l altro e il bracciale si stringe con un gesto, su qualsiasi polso.

In quattro righe

  • Intreccio macramè beige, regolabile con nodo scorrevole: nessuna misura da scegliere.
  • Tre tubetti di giada verde, due perle di occhio di tigre, su un montaggio misto.
  • L occhio di tigre è un quarzo, non giada, e la scheda lo dice.
  • Si toglie facendolo scorrere, senza disfare nulla.

Il macramè, e perché cambia tutto nell uso

Il macramè non è un decoro, è un meccanismo. Due capi si incrociano in nodi piatti stretti attorno ai capi portanti, e il blocco di nodi scorre senza disfarsi. Si tira per stringere, si allarga per aprire, e il bracciale passa la mano senza manipolare nulla.

Quello che questo elimina è tutto il resto: nessuna misura da prendere, nessuna chiusura da richiudere con una sola mano, nessun elastico che si allenta dopo un anno. Quello che impone è un abitudine: il nodo si allenta da solo a forza di muoversi, e va ripreso di tanto in tanto, come un laccio.

Il cordoncino beige è il più discreto dei tre colori di questo montaggio. Si sporca anche: è filo intrecciato, non metallo, e si pulisce con acqua tiepida senza sapone, poi asciuga in piano.

Due pietre, e una sola si chiama giada

I tre tubetti verdi sono annunciati in giada. Le due perle bruno dorato sono di occhio di tigre, un quarzo fibroso le cui fibre parallele producono quel riflesso mobile che si chiama gatteggiamento. È una bella pietra, non ha nulla a che vedere con la giada, e non lascerò passare il tutto per un bracciale di giada intero.

Sui tubetti, il gesto da fare è quello di ogni filo di pietra forata: guardare il foro. Su una pietra tinta, il colorante vi si concentra e il contorno è più scuro del resto. Il colore segue anche le microfratture, a rete, invece di distribuirsi nella massa. I gesti che non chiedono alcuna attrezzatura.

I tubetti non sono rigorosamente dello stesso verde da un esemplare all altro, ed è piuttosto buon segno: un colore perfettamente riproducibile è quello che produce una tintura, non una roccia.

Perché scrivo bracciale macramè in giada

Perché è l intreccio a fare il pezzo, prima della pietra: è lui a decidere la regolazione, la resa e il prezzo. Il reparto porta altri due cordoncini dello stesso montaggio, uno nero e uno verde, ed è la sola scelta da fare.

Quanto alla parola giada, da sola, non dice molto: quello che si vende con quel nome è molto spesso serpentino o quarzite tinta. Nessuna di queste denominazioni designa giada. Tutti i bracciali del reparto.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde chiaro
Forma della pietraBarretta
MotivoNessun motivo
MontaggioCordoncino intrecciato
MetalloNessuno
IncastonaturaPietra forata
Per chiUnisex
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Ciò che la tradizione attribuisce alla giada e al nodo

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Il nodo che non si disfa Il nodo intrecciato è uno dei motivi più antichi del gioiello cinese, e gli si attacca l idea di legame durevole più che di protezione. Il macramè moderno non ne discende direttamente, ma ne riprende la lettura. Ciò che la tradizione mette in un bracciale di giada.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
L occhio di tigre, un altra storia La pietra bruna di questo bracciale viene da una tradizione del tutto diversa da quella della giada, e le si attribuisce soprattutto un ruolo di sguardo rivolto verso l esterno. La menziono per non lasciar credere che le due pietre raccontino la stessa cosa.
La giada che si patina a mano Un pezzo portato ogni giorno finisce per prendere una lucidatura che il laboratorio non dà. La tradizione vi vede uno scambio fra la pietra e chi la porta; è soprattutto sfregamento, ed è ben reale.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.