Bracciale mala in giada: un solo filo di perle fini che fa tre volte il giro del polso, in un verde azzurrato profondo. Senza chiusura.
Si porta avvolto, o svolto come collana corta. Pochi bracciali permettono entrambi, ed è questo a distinguerlo dagli altri fili del reparto.
Non ho contato le perle e non lo chiamo un mala di preghiera finché non sarà fatto. Specie da stabilire con la pesata, stato del trattamento non determinato. Perché lo scrivo.
Un bracciale mala in giada: un solo filo di perle fini che fa tre volte il giro del polso, in un verde azzurrato profondo. È il pezzo più lungo del reparto e il più caro, ed è anche il solo che si porti in due modi, al polso o sciolto come collana corta.
In quattro righe
Un solo filo, tre giri di perle fini, senza chiusura.
Si porta al polso o sciolto come collana corta, secondo la giornata.
Un verde azzurrato profondo, che cambia molto da una perla all altra.
Non chiamo questo pezzo un mala di preghiera, e la scheda dice perché.
Mala, e quello che questa parola ricopre davvero
Un mala, in senso stretto, è un rosario di meditazione: centootto perle, più una perla di testa, che si sgranano per contare recitazioni. Il formato bracciale a tre o quattro giri ne discende per la forma, non per la funzione.
Non ho contato le perle di questo esemplare, e non lo chiamerò un mala di preghiera finché non lo avrò fatto. La parola è impiegata qui per quello che designa nel commercio del gioiello: un filo lungo e morbido che si avvolge. Se il conto torna alla ricezione, lo scriverò; se non torna, lo scriverò anche.
È lo stesso principio che in tutto questo sito: la parola resta finché descrive una forma, e cade appena pretende di descrivere altro.
Tre giri, e due modi di portarlo
Avvolto, tiene stretto al polso senza chiusura: è l elasticità del montaggio a trattenerlo. I tre giri non cadono mai esattamente nello stesso modo, ed è questo a dargli la sua aria un po morbida, lontana dal filo rigido.
Svolto, fa una collana corta che si posa alla base del collo. Pochi bracciali lo permettono, ed è quello che giustifica il suo prezzo rispetto agli altri fili del reparto: si comprano due gioielli.
Le perle sono fini, molto più di quelle degli altri bracciali del catalogo, cosa che rende l insieme leggero nonostante la lunghezza. Si toglie per le pulizie e per lo sport, come ogni pezzo a filo.
Un verde azzurrato, e quello che bisogna guardare
Il colore tira all azzurro verde, fra salvia e bottiglia, e non è uniforme: alcune perle sono nettamente più scure, altre quasi traslucide. È il contrario di un segnale di allarme. Un filo di trecento perle rigorosamente identiche è quello che produce una tintura, non una roccia.
Il gesto da fare è guardare il foro. Su una pietra tinta, il colorante vi si concentra e il contorno è più scuro del resto. Il colore segue anche le microfratture, a rete, invece di distribuirsi nella massa. Su un filo così lungo, una sola perla basta a farsi un idea. I gesti che non chiedono alcuna attrezzatura.
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Ciò che la tradizione attribuisce al mala e alla giada
Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.
Centootto perleIl mala di meditazione conta centootto perle, un numero che si spiega in diversi modi senza che nessuno faccia autorità. Un bracciale a tre giri ne discende per la forma, non per la funzione, e io non conto le perle di questo. Ciò che la tradizione mette in un bracciale di giada.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
La giada che si patina a manoUn filo di perle portato ogni giorno finisce per prendere una lucidatura che il laboratorio non dà. La tradizione vi vede uno scambio fra la pietra e chi la porta; è soprattutto sfregamento, ed è ben reale.
Sgranare, e quello che faFar passare perle fra le dita è un gesto che si ritrova in molte tradizioni, buddhista, ortodossa, musulmana. Quello che gli si attribuisce appartiene al gesto stesso, non alla materia della perla.
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Le spese
6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.
L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.