Ciondolo in giada e oro, cabochon ovale con contorno
67,90 €
Ciondolo in giada e oro dal disegno classico del contorno: un cabochon ovale verde profondo, cinto da una corona di piccole pietre bianche sfaccettate.
Incastonato a griffe su metallo dorato, lega non precisata, con una catenina dorata inclusa. Nessuna misura da scegliere: un regalo facile da azzeccare.
Un ciondolo in giada e oro dal disegno classico del contorno: un cabochon ovale di un verde profondo, ben bombato, cinto da una corona di piccole pietre bianche che scintillano. Tutto è incastonato a griffe su un metallo dorato, e una catenina dorata lo accompagna.
In quattro righe
Un cabochon ovale verde profondo, alto e bombato.
Una corona di piccole pietre bianche sfaccettate, non identificate.
Incastonato a griffe su metallo dorato, lega non precisata.
Catenina dorata inclusa: nessuna misura né lunghezza da scegliere.
Il disegno del contorno
Questo ciondolo in giada e oro riprende uno dei disegni più classici della gioielleria: il contorno, una pietra di colore al centro, cinta da una corona di piccole pietre chiare. Il verde ne esce più intenso, e la corona scintilla a ogni movimento.
Qui ogni piccola pietra bianca è sfaccettata e tenuta dalle proprie griffe dorate, e le sferette di metallo che separano le pietre disegnano un merletto attorno al cabochon. È un gioiello che si vede, fatto per essere notato.
Un verde profondo, che conserva vita
Il cabochon è un ovale alto e ben bombato, di un verde profondo. Guardandolo da vicino vi si scorgono zone più chiare e altre più scure, un velo leggero che dà profondità alla pietra. La lucidatura è brillante: un lungo riflesso corre sulla cupola e cambia con la luce.
La giada si taglia quasi sempre a cabochon, di rado a faccette: è una pietra che brilla per la sua materia e per la sua lucidatura, non per i fuochi. La corona di pietre sfaccettate porta proprio i fuochi che alla giada mancano, ed è tutto l’interesse di questo montaggio.
Il dorato, per scaldare il verde
Il metallo è dorato da un capo all’altro: le griffe, la montatura, la bélière incisa con una piccola stella, e la catenina a maglie fornita con il ciondolo. Non ne conosco la lega, e dunque non la scrivo. Il dorato scalda il verde profondo del cabochon e lo splendore bianco della corona.
Con che cosa portarlo
È un ciondolo di carattere, che veste un abito da sera, un vestito nero o una camicetta di seta. Sta molto bene anche di giorno, su un maglione sottile o un collo aperto, per un tocco di colore. Con orecchini discreti, resta il centro dell’attenzione. Senza misura da scegliere, è anche un regalo facile da azzeccare. Regalare un gioiello in giada.
Portarlo, e tenerlo bello
Un ciondolo incastonato a griffe chiede un piccolo gesto: ogni tanto verifichi con la punta dell’unghia che le griffe tengano bene il cabochon e le pietre piccole. Una griffa che si impiglia si ristringe facilmente da un gioielliere, a patto di accorgersene presto.
Lo tolga per la doccia, la piscina e lo sport: l’acqua e il cloro affaticano una doratura. Per la cura, uno spazzolino morbido e acqua tiepida saponata, poi un’asciugatura accurata. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi: gli ultrasuoni allentano le pietre incastonate, e lo stato di trattamento della giada non è noto. La cura nel dettaglio, e giadeite o nefrite, ciò che le distingue.
Informazioni aggiuntive
Pietra
Giadeite o nefrite, non determinato
Colore
Verde netto
Forma della pietra
Cabochon
Motivo
Nessun motivo
Montaggio
Catena
Metallo
Dorato, lega non precisata
Incastonatura
Castone a griffe
Per chi
Donna
Pietre abbinate
Pietre bianche non identificate
Famiglia mineralogica
Anfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)
Da 6 a 7
Densità di riferimento
2,90 à 3,36 g/cm³
Tenacità
Eccezionale, cristalli intrecciati
Trattamento
Non determinato
Origine
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Che cosa la tradizione attribuisce alla giada e all’oro
Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e immagini, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada si associa a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
L’oro e la giada, l’accordo perfettoLa lingua cinese parla di un’unione «d’oro e di giada» per indicare una coppia perfettamente assortita. L’espressione è diventata celebre grazie al Sogno della camera rossa, il grande romanzo del Settecento.
Una giada donata in cambioNel Libro delle odi, la più antica raccolta di poesie cinesi, un innamorato risponde al frutto che gli viene lanciato con un ciondolo di giada. La poesia ne ha fatto un’immagine del dono che dice l’affetto.
La pietra portata sulla pelleIn Cina la giada si porta a contatto del corpo più che come semplice ornamento, e si dice che vi guadagni a poco a poco uno splendore che in vetrina non ha.
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Le spese
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L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.