Giada grezza, blocco di nefrite non tagliato

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Giada grezza, blocco di nefrite spezzato su tutte le facce e mai lucidato. Verde opaco, zone bianche, colature ocra di ossido di ferro.

Un grezzo non nasconde niente: si vedono la grana della frattura, la distribuzione reale del colore e le tracce di alterazione, che la lucidatura richiude. Lo bagni per vedere il colore che darebbe una lucidatura.

Pietra nuda e senza lucidatura: è l’oggetto che la pesata misura meglio, e il numero sarà pubblicato qui con la sua data. Stato di trattamento non determinato.

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Un blocco di giada grezza, in nefrite, spezzato su tutte le facce e mai lucidato. Il verde è opaco, senza il minimo riflesso, misto a zone bianche e percorso da colature ocra di ossido di ferro. È il pezzo più onesto del catalogo: non c’è niente di nascosto perché non gli è stato fatto niente.

In quattro righe

  • Blocco non tagliato e non lucidato, spezzato su tutte le facce.
  • Verde opaco, zone bianche, colature ocra di ossido di ferro.
  • Pietra nuda e senza lucidatura: l’oggetto che la pesata misura meglio.
  • Un grezzo non si indossa. È un oggetto da tenere, da posare, da guardare.

Ciò che un grezzo mostra e una lucidatura nasconde

La lucidatura chiude la superficie di una pietra: cancella la grana, uniforma il colore e dà a tutto una lucentezza simile. È ciò che rende bella una giada, ed è anche ciò che rende un serpentino ben lavorato difficile da distinguere da una giada in foto.

Un grezzo non nasconde niente. Si vede la grana della frattura, fibrosa e ruvida su una nefrite, più vitrea e concoide su un quarzo. Si vede la distribuzione reale del colore, a zone e a venature, senza che una lucidatura l’abbia livellata. E si vedono le tracce di alterazione, qui colature ocra di ossido di ferro, che raccontano la permanenza della pietra nel suolo.

Nessuno di questi segni è una prova, e non li presenterò come tali. Rendono solo possibile l’esame, là dove un oggetto lucidato e montato lo impedisce. I gesti che non richiedono alcuno strumento.

Il verde opaco, e perché non delude

Una giada grezza non brilla. Il verde sembra spento, quasi polveroso, molto lontano dalla luce dei cabochon di questa boutique. Non è un difetto di qualità, è lo stato della superficie. La stessa pietra, lucidata, si accenderebbe.

Se vuole giudicarlo, la bagni: l’acqua riempie le micro-asperità della frattura e fa apparire, per qualche minuto, più o meno il colore che darebbe una lucidatura. È il gesto che fanno i compratori nei mercati di pietre, e non costa nulla. I colori della giada.

Nefrite, e perché se ne sono fatte asce

Questo pezzo è presentato come nefrite, un anfibolo calcico, uno dei due minerali che la parola giada comprende. L’altro è la giadeite, un pirosseno, e i due non hanno alcuna parentela: lo ha stabilito Alexis Damour nel 1863. Ciò che li distingue.

Su un blocco grezzo, la proprietà che conta si sente in mano: la giada è tenace. La sua struttura di fibre intrecciate resiste alla propagazione di una crepa, il che spiega perché nel Neolitico se ne facessero asce levigate e perché un blocco di queste dimensioni non si spacca con un colpo di martello. La sua durezza, invece, resta ordinaria, da 6 a 6,5. La differenza tra durezza e tenacità.

Cosa farne

Un grezzo non si indossa. Si posa, si tiene in mano, fa da fermacarte, da campione di riferimento o da punto di partenza per chi vuole farlo tagliare. Non c’è una misura da scegliere, nessuna cura particolare e nessuna montatura fragile.

Basta un risciacquo in acqua tiepida con un sapone delicato, e uno spazzolino morbido per gli incavi della frattura. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi, come per tutti i pezzi di questo catalogo il cui stato di trattamento è non determinato. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraNefrite
ColoreBicolore
Forma della pietraPietra grezza
MotivoNessun motivo
MontaggioNessuno
MetalloNessuno
IncastonaturaSenza incastonatura
Per chiUnisex
Pietre abbinateNessuna, solo giada
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico
Durezza (Mohs)Da 6 a 6,5
Densità di riferimento2,90 à 3,03 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.