Orecchini in giada verde vivo su cerchi dorati

68,90 €

Orecchini in giada verde vivo: due grosse sfere di un verde franco marezzato di bianco, forate e appese a cerchi dorati a clip. Il colore più profondo del catalogo.

Venduto con riserva sulla pietra. Le chiazze bianche si arrestano di netto invece di fondersi, e questo è il disegno di un colorante su una roccia granulosa, non di un colore di formazione.

Le sfere si staccano, quindi il minerale sarà stabilito. Ma la tintura non si pesa. Perché lo scrivo.

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Orecchini in giada verde vivo: due grosse sfere di un verde franco marezzato di bianco, forate e appese a cerchi dorati a clip. È il colore più profondo di tutto il catalogo, e il paio più caro del reparto.

In quattro righe

  • Due grosse sfere di un verde franco, marezzate di bianco.
  • Cerchi dorati a clip: si mettono con una mano.
  • Venduto con riserva: il colore è quello di una quarzite tinta.
  • Il rilievo sarà pubblicato: la sfera si stacca, quindi si pesa.

Il colore più franco del catalogo, ed è questo che deve allertare

Queste sfere sono di un verde brillante, molto più profondo di tutto il resto del reparto, e attraversate da chiazze di un bianco latteo dai bordi netti. L effetto è spettacolare in fotografia, ed è proprio per questo che va guardato da vicino.

Su una nefrite il passaggio dal verde al bianco è graduale, perché il colore segue la densità delle fibre e quella varia lentamente. Qui le chiazze si arrestano di netto e disegnano striature: è quello che dà un colorante quando incontra una zona meno porosa di una roccia granulosa. La quarzite tinta si riconosce spesso da questo disegno.

C è un secondo argomento, ed è economico. Una giadeite naturale di quel verde, a questa taglia, non si vende al prezzo di questa scheda, né a un decimo. Non dico che sia certo, dico che è quello che mostra la fotografia del mio fornitore e che non ho il diritto di tacerlo. Le denominazioni che non designano giada.

Quello che la pesata potrà fare, e quello che non potrà

Buona notizia su un punto: a differenza dei cabochon a castone chiuso del reparto, queste sfere si staccano. Sono infilate su un perno annodato sotto il cerchio, quindi escono con la pinza senza rompere nulla, e sono abbastanza grandi da dare una misura con poco rumore.

La cifra stabilirà quindi il minerale: la quarzite sta intorno a 2,65, la nefrite comincia a 2,90, la giadeite a 3,25. Non c è zona grigia fra questi valori, e il risultato sarà leggibile senza interpretazione.

Ma non dirà nulla sulla tintura. Una quarzite tinta e una quarzite nuda pesano esattamente uguale: la bilancia stabilisce il minerale, non quello che vi è stato messo. Solo un analisi di laboratorio separerebbe le due, e io non la faccio fare. La scheda di informazione sui trattamenti.

Quello che comprate comunque

Due sfere grandi, bene arrotondate, lucidate a specchio, e un cerchio a clip che si mette con una mano senza cercare il foro. Il volume è il più generoso del reparto, e il paio si vede da lontano, che è esattamente quello che gli si chiede.

Il peso resta ragionevole perché l anello è cavo, ma queste sfere pesano più di ogni altra del catalogo: se i vostri lobi sono fragili, guardate piuttosto gli orecchini a lobo o le perle piccole del reparto.

Il metallo è dorato, non titolato dal mio fornitore. Lo scrivo quindi dorato, e non placcato oro: una placcatura è uno spessore, quindi una cifra, e non la invento. Il metodo, con i suoi tre limiti, e tutti gli orecchini del reparto.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde vivo
Forma della pietraPerle tonde
MotivoNessun motivo
MontaggioAnello di metallo
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaPietra forata
Per chiDonna
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Ciò che la tradizione attribuisce alla giada

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Il verde vivo, una moda recente Il gusto per i verdi molto saturi viene dal commercio della giadeite birmana, che raggiunge la Cina soltanto nel diciottesimo secolo. Il gusto dotto antico preferiva di gran lunga le pietre pallide e smorzate, e giudicava lo splendore un po volgare.
Tingere una pietra non è nulla di nuovo La tintura delle pietre porose è attestata dall antichità, dall agata romana alle calcedonie di Idar Oberstein. Non è una frode moderna, è un mestiere antico, che diventa un problema soltanto quando si tace il procedimento.
La giada alle orecchie I jueshi, anelli di giada fessurati portati all orecchio, sono fra gli ornamenti cinesi più antichi conosciuti: se ne trovano esemplari in sepolture neolitiche, molto prima dei dischi e dei pendenti da cintura.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.