Orecchini in giada e argento, fiori di giada bianca

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Orecchini in giada e argento: due fiori di giada bianca scolpiti a campanella, sotto un loto traforato e una calotta in filigrana, in metallo argentato patinato.

Pendenti e snodati, danzano a ogni movimento del capo. Nessuna misura da scegliere: un regalo delicato, perfetto per una cerimonia.

Metallo argentato, lega non precisata. Pietre montate, quindi non pesabili. Stato di trattamento non determinato.

Categoria:

Orecchini in giada e argento dall’aria di gioiello antico: un fiore di giada bianca scolpito a campanella, dai petali smerlati, sospeso sotto un loto traforato in metallo argentato. Pendenti e snodati, danzano al minimo movimento.

In quattro righe

  • Due fiori di giada bianca, scolpiti a campanella.
  • Un loto traforato e una calotta in filigrana, in metallo argentato.
  • Pendenti e snodati: danzano a ogni gesto.
  • Nessuna misura da scegliere: un regalo delicato e sicuro.

Due fiori di giada bianca

Questi orecchini in giada e argento sono anzitutto due piccole sculture. Ogni pietra è intagliata a campanella: una corolla che si apre, petali che si sovrappongono, e un bordo smerlato che ondeggia come un fiore vero. La giada è di un bianco lattiginoso, appena velato di verde, e la luce attraversa i petali là dove la pietra si assottiglia.

È un bianco dolce, che richiama la porcellana smerigliata più del gesso. Illumina il viso senza indurirlo.

Un loto d’argento per portarli

Sopra ogni fiore, il metallo argentato disegna un loto traforato, i cui petali sono sottolineati da incavi anneriti che fanno risaltare ogni linea. Più in basso, una calotta in filigrana, ornata di volute e di piccole foglie cesellate, copre la campanella di giada. Il gancio, sottile e curvo, chiude l’insieme.

Tutto il disegno gioca sul contrasto tra l’argento lavorato, quasi antico, e la pietra liscia e luminosa.

Orecchini che danzano

Il loto e il fiore sono uniti da piccoli anelli: ogni orecchino è snodato in due punti, e la campanella oscilla al minimo movimento del capo. Sono orecchini lunghi, che scendono nettamente sotto il lobo e si notano di fronte come di profilo.

Ogni fiore è scolpito nella pietra: da un orecchio all’altro, i petali e il bianco possono variare leggermente. È il segno di una coppia in pietra.

Con che cosa portarli

Il bianco e l’argento amano i toni freddi e i contrasti netti: un abito nero, un maglione grigio, una camicia blu. Con i capelli raccolti, prendono tutto il loro spazio. Il loro candore e la loro aria di fiore ne fanno anche orecchini da cerimonia, per un matrimonio o una festa.

Nessuna misura da scegliere: è un regalo semplice da fare, e che non somiglia a nessun altro. Regalare un gioiello in giada.

Portarli, e mantenerli belli

Gli incavi anneriti del metallo sono una patina voluta: è lei a disegnare il loto. Non usi dunque bagni per argenteria, che la cancellerebbero; basta un panno morbido e asciutto. Per i fiori, un po’ d’acqua tiepida e un sapone delicato, senza bagnare la calotta. Mai ultrasuoni, vapore o solventi.

Li tolga per dormire e per lo sport: i petali scolpiti hanno bordi sottili, che temono un urto secco. Poiché la lega dei ganci non è precisata, se i suoi lobi sono sensibili li porti dapprima per poco tempo. Li riponga insieme, nella loro custodia. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreBianco
Forma della pietraScultura a tutto tondo
MotivoFiore
MontaggioMonachella
MetalloArgentato, lega non precisata
IncastonaturaCoppetta
Per chiDonna
Pietre abbinateNessuna, solo giada
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce al loto e al fiore di giada

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di confonderlo con il resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il loto che esce dal fango Nell'undicesimo secolo, il letterato Zhou Dunyi scrisse un breve testo rimasto celebre: ama il loto perché esce dal fango senza esserne macchiato. Da allora il fiore raffigura la rettitudine che non si lascia sporcare.
Il trono dei buddha Nell'arte buddhista, i buddha e i bodhisattva sono seduti o in piedi su un fiore di loto aperto. Il loto vi è il seggio del risveglio.
Il fiore a campanella Un fiore intagliato a campanella richiama il mughetto, che in Francia si regala il primo maggio come portafortuna, un'usanza che risale al Rinascimento. Una consuetudine di laggiù per un fiore di pietra venuto da lontano.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa è stata la giada in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l'avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.