Bracciale con croce di giada su cuoio fulvo

40,90 €

Bracciale con croce in giada: una croce tagliata in una giada verde molto pallida, legata su un doppio cordoncino di cuoio fulvo. Lo scorrevole regola la lunghezza.

Nessun metallo: nulla che si ossidi, nulla la cui placcatura si consumi, nulla che provochi allergia al nichel. Il cuoio, invece, non ama né la doccia né l acqua salata.

Specie da stabilire con la pesata. La croce si stacca dal cordoncino senza attrezzi, quindi la misura è possibile. Stato del trattamento non determinato. Perché lo scrivo.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Un metro da sarta all’altezza dell’osso del polso, appoggiato senza stringere.

Categoria:

Un bracciale con croce in giada: una croce tagliata in una giada verde molto pallida, trattenuta da due legature di filo su un doppio cordoncino di cuoio fulvo. Lo scorrevole regola la lunghezza, e il pezzo si porta sia al polso sia alla caviglia.

In quattro righe

  • Una croce tagliata nella massa, né fusa né assemblata.
  • Doppio cordoncino di cuoio fulvo, lunghezza regolabile con scorrevole.
  • Nessun metallo: nulla che si ossidi, nulla la cui placcatura si consumi.
  • Si porta al polso o alla caviglia, poiché il cuoio sopporta entrambi.

Una croce di pietra, e quello che presuppone

Tagliare una croce in una pietra è più difficile di quanto sembri: i quattro angoli rientranti sono altrettanti inizi di rottura, e la maggior parte delle pietre ornamentali si spacca durante la sgrossatura. È ancora la tenacità della giada che si esprime qui, quella struttura di cristalli intrecciati che resiste alla propagazione di una frattura. La differenza fra durezza e tenacità.

Questa è spessa, con gli spigoli addolciti, di un verde molto chiaro leggermente azzurrato. Non porta alcuna incisione: è una forma nuda, ed è questo a renderla portabile da chiunque.

Il cuoio invece del metallo

Il montaggio è interamente di cuoio e di filo, senza il minimo pezzo metallico. Per un bracciale portato ogni giorno, questo risolve tre problemi in un colpo: nulla si ossida, nulla perde la placcatura, nulla provoca allergia al nichel.

In cambio, il cuoio vive. Si scurisce col tempo, si patina alle piegature, e non ama né la doccia né il mare: l acqua salata lo irrigidisce e lo fa crepare. Si toglie per fare il bagno, ed è il solo vincolo reale di questo pezzo.

Lo scorrevole, invece, si allenta con l uso come ogni nodo che scivola. Si riprende tirando sui due capi.

Quello che si può guardare da soli

Su una pietra non forata, la prova del foro non serve a nulla. Quello che si guarda allora è la traslucidità sugli spigoli: la giada lascia passare la luce su qualche millimetro di spessore, e gli angoli della croce sono esattamente i punti dove questo si vede. Una pietra opaca da parte a parte, a un simile spessore, non è giada.

Si guarda anche la lucidatura. La giada prende una lucidatura grassa, un po oleosa, assai diversa dal brillante vitreo di un vetro o di una resina. È un impressione, non una misura, ma si verifica a occhio nudo. I gesti che non chiedono alcuna attrezzatura.

Quanto alla parola giada, da sola, non dice molto: quello che si vende con quel nome è molto spesso serpentino o quarzite tinta. Nessuna di queste denominazioni designa giada. Tutti i bracciali del reparto, e ciò che separa i due minerali.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreVerde chiaro
Forma della pietraScultura a tutto tondo
MotivoCroce
MontaggioCordoncino intrecciato
MetalloNessuno
IncastonaturaPietra forata
Per chiUnisex
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Due letture che non vengono dallo stesso mondo

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

La croce, fuori dalla giada La croce non appartiene alla tradizione della giada cinese, che non la impiega. È un motivo cristiano tagliato in una pietra d Asia, e l associazione è contemporanea. Lo dico invece di inventarle una filiazione. Ciò che la tradizione mette in un bracciale di giada.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
La giada che si patina a mano L uso cinese vuole che una giada portata ogni giorno diventi più calda e più lucente con gli anni. Quello che cambia è la superficie, lucidata dallo sfregamento e dagli oli naturali della pelle: l effetto è reale, la spiegazione è meccanica.
Portare una pietra alla caviglia Il bracciale da caviglia è documentato in molte culture, raramente con un senso preciso. Qui è soprattutto una questione di lunghezza del cordoncino, e lo scorrevole la dà.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.