Pendente fiore in giada: un fiore di prugno a cinque lobi tagliato in una sola pietra verde pallida, forato al centro. Una fine catena dorata passa nel foro, senza anello.
La pietra porta chiazze bianche che non ho né ritoccato né tenuto fuori inquadratura. Sono inclusioni, e su una nefrite giocano a favore di una pietra non trattata.
Nulla tiene il fiore alla catena: si stacca, quindi si pesa. Il rilievo sarà pubblicato. Perché lo scrivo.
Un pendente fiore in giada: un fiore di prugno a cinque lobi, tagliato in una sola pietra verde pallida e forato con un foro largo al centro. Una fine catena dorata passa diritta nel foro, senza anello. Il pezzo è piccolo e sta nel polpastrello di un dito.
In quattro righe
Un fiore di prugno a cinque lobi, tagliato in una sola pietra.
Foro centrale largo: la catena vi passa, senza anello, senza colla.
Verde pallido con chiazze bianche nella massa, che non nascondo.
Il rilievo sarà pubblicato: la pietra si stacca, quindi si pesa.
Le chiazze bianche, e perché restano
La pietra porta diverse chiazze bianche opache, bene visibili nelle fotografie della galleria, in particolare sul lobo inferiore. Non le ho ritoccate né tenute fuori inquadratura, perché una fotografia aggiustata si paga quando si apre il pacco.
Sono inclusioni, cioè zone dove la pietra ha cristallizzato in modo diverso: più grosso, quindi più opaco. Su una nefrite queste zone bianche sono comuni e sono un segno di pietra non trattata, perché un impregnazione di resina tenderebbe a uniformarle.
Piacciono o no, e questa è una questione di gusto, non di qualità. Quello che sarebbe disonesto è lasciarle scoprire all apertura del pacco. Come giudicare la qualità di una giada.
Un foro che fa da anello
Il fiore è forato al centro con un foro largo, e la catena vi passa diritta. Non c è né anello, né appiccagnolo, né punto di colla, quindi nulla che possa cedere o ossidarsi accanto alla pietra. È il montaggio più semplice che esista, e il più durevole.
Ha una conseguenza gradevole: il fiore scorre e ruota libero sulla catena. Non si blocca in una posizione, si ricentra da solo, e mostra a turno ciascuna delle sue due facce, lavorate uguale.
Ha anche un contrappeso: la pietra sfrega sulla catena a ogni movimento. La giada è molto tenace, quindi non è la pietra che si consumerà, è il metallo. Su una catena dorata la cui lega non è precisata, questo significa una placcatura che finirà per segnarsi nel punto di contatto. Il filo e il cordoncino di un gioiello di giada.
Quello che la pietra è, e quello che resta da stabilire
Il verde è pallido e latteo, e la pietra resta traslucida lungo i suoi bordi sottili. Su una pietra pallida la pesata chiede più prudenza che su un verde profondo: il marmo dolomitico, venduto col nome di giada bianca, raggiunge 2,85 mentre la nefrite comincia a 2,90.
Il serpentino, da parte sua, resta intorno a 2,6 e la quarzite intorno a 2,65, quindi quei due si separano senza difficoltà. Su questo articolo la misura è possibile, perché il fiore si stacca dalla catena e si pesa nudo.
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Ciò che la tradizione attribuisce al fiore di prugno e alla giada
Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.
Il fiore che si apre nella neveIl prugno fiorisce alla fine dell inverno, sul legno nudo, spesso prima del disgelo. È da lì che viene tutto il suo senso in Cina: figura la tenacia, la capacità di resistere e di ricominciare quando nulla vi invita. Il motivo è dovunque nella pittura dotta.
I tre amici dell invernoPrugno, pino e bambù formano un trio che si trova riunito su paraventi, porcellane e gioielli. Tre piante che attraversano la stagione cattiva, lette come tre modi di non cedere.
Cinque petali, cinque benedizioniI cinque lobi del fiore sono avvicinati alle cinque benedizioni dell augurio tradizionale: lunga vita, ricchezza, salute, virtù e una fine serena. L avvicinamento è tardivo e si appoggia sul numero, non sulla botanica.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
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Le spese
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L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.