Collana ruyi in giada bianca su catena dorata

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Collana ruyi in giada bianca: la pietra tagliata a testa di ruyi, quella voluta arrotolata che si vede in cima agli scettri cinesi, sormontata da una placchetta dorata incisa che fa da anellino. Catena fine.

La parola ruyi si traduce con come tu desideri. L oggetto non serve a nulla e non comanda nulla: formula un augurio, ed è tutta la sua definizione.

Su un bianco, la pesata separa meno netto: il marmo dolomitico sale a 2,85, la nefrite comincia a 2,90. La scheda spiega come conto di decidere. Perché lo scrivo.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Lunghezza totale, chiusura compresa.

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Una collana ruyi in giada bianca: la pietra è tagliata a testa di ruyi, quella voluta arrotolata su se stessa che si vede in cima agli scettri cinesi, e sormontata da una placchetta dorata incisa che fa da anellino. La catena è fine, e il gioiello si porta alto sul collo.

In quattro righe

  • La pietra è tagliata a testa di ruyi, la voluta degli scettri.
  • Calotta dorata incisa, che serve da anellino.
  • Bianco traslucido, catena fine: si porta alto sul collo.
  • Il rilievo dipenderà dalla calotta: deve togliersi senza forzare.

Il ruyi, un oggetto prima di essere un motivo

Questa voluta non è un ornamento astratto. È la testa di un ruyi, uno scettro di corte cinese lungo una trentina di centimetri, di cui si regalavano esemplari di giada, di legno o di avorio nei compleanni imperiali e nei matrimoni.

Il nome si traduce con come tu desideri, ed è tutto il senso dell oggetto: non serve a nulla, non comanda nulla, formula un augurio. La sua origine è più prosaica, poiché vi si vede spesso il discendente di un grattaschiena a manico curvo.

La forma della testa viene dal lingzhi, il fungo di immortalità della farmacopea taoista, il cui cappello si arrotola esattamente così. Per questo la si ritrova dappertutto nell ornamento cinese, in cima a una nuvola come in alto su una serratura.

Un bianco, e perché la pesata è più delicata

Su un verde sostenuto, la densità separa pulito: il serpentino intorno a 2,6, la quarzite intorno a 2,65, la nefrite da 2,90. Lo scarto è franco. Su un bianco, si invita un quarto candidato: il marmo dolomitico, venduto col nome di giada bianca, che sale a 2,85.

2,85 contro 2,90, il margine è troppo sottile per concludere sulla sola cifra. Quello che si guarda allora è la grana a luce radente: un marmo mostra zone cristalline che scintillano a facce, una nefrite mostra un feltro fibroso uniforme.

Le due osservazioni saranno pubblicate insieme nel rilievo, con la loro data. Bisogna però che la calotta dorata si tolga senza forzare, ed è la prima cosa che verificherò. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Una calotta riportata, e quello che implica

La placchetta dorata non è incastonata attorno alla pietra: la copre dall alto e si prolunga in anellino. È un montaggio leggero, che lascia la voluta interamente visibile, e che non aggiunge quasi peso al gioiello.

Il metallo è dorato, non titolato dal mio fornitore. Lo scrivo quindi dorato, e non placcato oro: una placcatura è uno spessore, quindi un informazione numerica, e non la invento. Una doratura su un pezzo inciso si consuma prima in cima ai rilievi.

Lo stesso gioiello esiste nel catalogo in pietra verde, esattamente lo stesso taglio sotto la stessa calotta: la collana ruyi in giada verde. Su un verde sostenuto la pesata decide più netto che su un bianco, e se la certezza conta per voi, è un argomento. Le denominazioni che non designano giada, ciò che separa i due minerali, e tutte le collane del reparto.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite o nefrite, non determinato
ColoreBianco
Forma della pietraRuyi
MotivoNessun motivo
MontaggioCatena
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaCoppetta
Per chiDonna
Famiglia mineralogicaAnfibolo calcico, Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6 a 7
Densità di riferimento2,90 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Ciò che la tradizione attribuisce al ruyi e alla giada

Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.

Come tu desideri È la traduzione letterale di ruyi, ed è tutto quello che l oggetto vuol dire. Se ne regalavano ai compleanni imperiali, ai matrimoni e alle prese di funzione, a coppie o in serie di nove, e il loro valore stava nella materia tanto quanto nel gesto.
Un fungo dietro la voluta La testa arrotolata riprende il cappello del lingzhi, il fungo che la farmacopea taoista associa alla lunga vita. Per questo il motivo si ritrova sulle serrature, sulle nuvole e sulle bordure di tutto l ornamento cinese.
Uno scettro che non comanda nulla Contrariamente allo scettro occidentale, il ruyi non è l insegna di alcun potere. È un oggetto da mano, che si teneva parlando e che si posava su un tavolo. La sua inutilità fa parte della sua definizione.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù attribuite alla giada, dette con onestà, e le virtù morali in Confucio.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l avvertenza completa è qui.

I tempi

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Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.