Orecchini bambù in giada: un corto segmento di canna, nodo compreso, tagliato in una pietra verde gialla traslucida, affiancato da due pietre pallide a navette.
Sono a lobo: si portano piatti sul lobo, non si impigliano da nessuna parte e non tirano. È il paio che si tiene per dormire o per fare sport.
La pietra è incastonata a griffe: il rilievo dipenderà dalla libertà delle griffe, e non romperò una montatura per una cifra. Perché lo scrivo.
Orecchini bambù in giada: un corto segmento di canna, nodo compreso, tagliato in una pietra verde gialla traslucida e posato di traverso sul lobo, affiancato da due pietre pallide tagliate a navette che figurano le foglie. Si portano piatti contro l orecchio.
In quattro righe
Un segmento di bambù, nodo compreso, tagliato nella pietra.
Due pietre pallide a navette sui due lati, come foglie.
A lobo: si portano piatti sul lobo, senza pendere.
Il rilievo dipenderà dalle griffe: devono alzarsi senza forzare.
Un orecchino a lobo, e per chi è la scelta giusta
A differenza di quasi tutto il reparto, questo paio non pende: la pietra è posata piatta contro il lobo e tenuta da un perno che attraversa l orecchio. È un orecchino a lobo, e questo cambia radicalmente a chi conviene.
Non si muove, quindi non si impiglia da nessuna parte: non in una sciarpa, non in un collo alto, non nei capelli. Non tira nemmeno sul lobo, perché il peso appoggia contro l orecchio invece di pendere. È il paio che si tiene per dormire o per fare sport.
Il suo difetto è la discrezione: a questa taglia e appoggiato sul lobo, si vede da vicino e non da lontano. Se volete un pezzo che si noti, i pendenti del reparto faranno meglio. Tutti gli orecchini del reparto.
Il bambù, e perché questo motivo
Il segmento è tagliato con il suo nodo, quel rigonfiamento che segna il confine fra due internodi di una canna vera. È il dettaglio che rende il motivo leggibile: senza di esso, questa sarebbe una semplice barretta.
Il bambù è uno dei tre amici dell inverno, con il pino e il prugno: tre piante che tengono quando le altre cedono, e che da secoli servono da immagine della costanza nella pittura e nella poesia cinesi. Si piega sotto la neve e si rialza.
I suoi nodi, appunto, segnano le tappe di una progressione, ed è per questo che il bambù si regala volentieri a un passaggio: degli studi, un posto nuovo, una partenza. Lo riporto come un uso, non come una proprietà della pietra.
Una pietra verde gialla, e quello che resta da stabilire
La tinta è poco comune in questo catalogo: un verde giallo traslucido, più vicino al lime che al verde franco, con una sfumatura netta da un capo all altro del segmento. Questa variazione segue la materia, che è il comportamento di un colore di formazione.
Non prova niente da sola. Quello che si vende col nome di giada è molto spesso serpentino, intorno a 2,6, o quarzite tinta, intorno a 2,65, mentre la nefrite comincia a 2,90. Solo la densità decide senza laboratorio.
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Ciò che la tradizione attribuisce al bambù e alla giada
Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.
I tre amici dell invernoBambù, pino e prugno formano un trio che si trova riunito su paraventi, porcellane e gioielli. Tre piante che attraversano la stagione cattiva, lette come tre modi di non cedere.
Cavo, quindi umileLa canna di bambù è vuota dentro, e i letterati vi vedevano un immagine della modestia: piena di nulla, quindi pronta a ricevere. Il confronto è classico nella poesia Tang.
Un nodo, una tappaI nodi che scandiscono la canna servono da immagine per le tappe di una vita o di una carriera. Da qui l abitudine di regalare bambù a un passaggio, e la parola cinese del nodo dice anche l integrità.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
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Le spese
6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.
L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.