Orecchini in giada e zircone: una sfera di pietra verde sotto una corona di petali traforati, appesa a un gancio argentato pavimentato di piccole pietre a taglio brillante.
Lo zircone è un minerale naturale, da non confondere con la zirconia cubica, che è sintetica. Il mio fornitore annuncia zirconi, riporto la sua parola e mi fermo lì.
La sfera non è incastonata, solo infilata: si stacca, quindi si pesa. Perché lo scrivo.
Orecchini in giada e zircone: una sfera di pietra verde coperta da una corona di petali traforati, appesa a un gancio argentato il cui gambo è interamente pavimentato di piccole pietre a taglio brillante. La luce comincia in alto e scende fino alla sfera.
In quattro righe
Una sfera di pietra verde sotto una corona di petali traforati.
Un gancio argentato pavimentato di zirconi su tutto il gambo.
Gli zirconi non sono giada, e la scheda li nomina.
Il rilievo sarà pubblicato: la sfera si stacca, quindi si pesa.
Lo zircone non è un diamante falso
La parola si trascina dietro una cattiva fama, ed è meritata a metà. Bisogna separare due cose. Lo zircone è un minerale naturale, un silicato di zirconio, che esiste incolore e si taglia a brillante da secoli: è una pietra vera, non un imitazione.
La zirconia cubica, invece, è un prodotto sintetico senza rapporto, creato in laboratorio negli anni settanta, ed è quello che si trova nella grandissima maggioranza dei gioielli a basso prezzo. Le due portano quasi lo stesso nome, cosa che tiene viva la confusione.
Il mio fornitore annuncia zirconi. Riporto la sua parola e mi fermo lì: non ho modo di distinguere l uno dall altro, e il rilievo lo scrive come annunciato. Quello che è certo è che non sono diamanti, e che nessuno qui pretende che lo siano.
Una sfera sotto una corona
La pietra non è incastonata: è semplicemente infilata su un perno che attraversa il suo foro, e la corona di petali traforati poggia sopra come un piccolo cappello. Nulla stringe la sfera, nulla la incolla.
È un montaggio con due meriti. Non costringe la pietra, quindi non c è rischio che si fenda sotto la pressione di un incastonatura mal fatta. E permette di togliere la pietra, cioè di pesarla, cosa che non vale per i cabochon a castone chiuso del reparto.
Il difetto è che una sfera infilata gira libera sul suo perno. Qui non è un vizio, perché è tonda, ma spiegherebbe perché la corona non resta sempre perfettamente allineata. Tutti gli orecchini del reparto.
Quello che la pesata potrà stabilire
La sfera è di un verde franco, abbastanza profondo, con zone più pallide che appaiono in controluce. Questa variazione segue lo spessore, che è il comportamento di un colore presente nella massa piuttosto che posato in superficie.
Non è una prova. Quello che si vende col nome di giada è molto spesso serpentino, intorno a 2,6, o quarzite tinta, intorno a 2,65, mentre la nefrite comincia a 2,90. Su un verde di questa intensità lo scarto è netto e la cifra deciderà.
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Ciò che la tradizione attribuisce alla giada
Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.
La giada alle orecchieI jueshi, anelli di giada fessurati portati all orecchio, sono fra gli ornamenti cinesi più antichi conosciuti: se ne trovano esemplari in sepolture neolitiche, molto prima dei dischi e dei pendenti da cintura.
Una pietra che non si sfaccettaLa giada non si taglia mai a brillante, e non è una questione di moda: alla sua struttura fibrosa manca la trasparenza che anima una faccetta. Il cabochon e la perla sono le forme che le convengono, ed è per questo che sta qui accanto a pietre sfaccettate.
Portare poco, e a lungoL uso antico non era accumulare: un solo pezzo, conservato decenni e spesso trasmesso, valeva più di una collezione. È un punto su cui la tradizione cinese e la gioielleria contemporanea non dicono la stessa cosa.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
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Le spese
6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.
L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.