Anello in giada e oro, cabochon di giadeite verde

67,90 €

Anello in giada e oro, ampio cabochon ovale di giadeite verde acqua a castone chiuso entro un bordo dorato, cinto da una corona di pietre bianche e quattro perle.

La parola oro è nel nome, non nel mio rilevamento: il mio fornitore non dice né placcato oro, né vermeil, né ottone dorato. Tengo il nome, scrivo quel che so. Né le pietre bianche né le perle sono nominate.

Gambo aperto, quindi nessuna misura da scegliere. Incastonato, quindi non pesabile: non sarà pubblicata alcuna cifra. Stato di trattamento non determinato.

Come prendere la propria misura: la guida, famiglia per famiglia

Misura francese: è la circonferenza del dito in millimetri, una 54 misura 54 mm.

Categoria:

Un anello in giada e oro montato su un ampio cabochon ovale di giadeite verde acqua, a castone chiuso entro un bordo dorato. Tutt’intorno, una corona di piccole pietre bianche incastonate una a una, e quattro perle bianche ai quattro punti cardinali. Il gambo è aperto sul retro e si regola al dito.

In quattro righe

  • Grande cabochon ovale verde acqua, castone chiuso in un bordo dorato.
  • Corona di pietre bianche e quattro perle, nessuna identificata.
  • Gambo aperto: nessuna misura da scegliere, si regola al dito.
  • Incastonato, quindi non pesabile: non sarà pubblicata alcuna cifra, e la scheda lo dice.

Che cosa vuol dire qui «giada e oro», e che cosa non vuol dire

È il nome con cui il mercato vende questo tipo di anello, ed è quello che la gente digita. Lo tengo. Ma non lascerò credere che indichi oro massiccio, né tantomeno uno spessore di placcatura garantito.

Quel che so: il metallo è dorato. Quel che non so: se si tratta di un placcato oro, di un vermeil, cioè di un argento dorato, o di un ottone dorato. Il mio fornitore non lo precisa, e la differenza è tutt’altro che piccola, sul prezzo come sulla tenuta nel tempo. Un ottone dorato si consuma in qualche mese di uso quotidiano, un vermeil dura molto di più.

Lo stesso criterio vale per gli altri sette pezzi «e oro» di questo catalogo. Il giorno in cui un fornitore mi darà una risposta scritta, comparirà nel rilevamento, e non prima. Io peso, non certifico.

Né le pietre bianche né le perle sono nominate

La corona conta una ventina di piccole pietre bianche sfaccettate, ciascuna nel proprio castone. A quella dimensione, uno zircone cubico, un topazio bianco e un diamante si somigliano, e servono una lente e l’abitudine per separarli. Non li chiamerò con nessuno di quei nomi.

I quattro elementi tondi e lattiginosi hanno l’aspetto di perle, con l’oriente che ne consegue. Ma una perla coltivata e un’imitazione in vetro madreperlato si somigliano molto in foto, e nulla mi dice quale sto vendendo. La scheda scrive dunque «perle bianche, coltivate o imitazione non precisato», che è brutto ed esatto.

Un gambo aperto, e perché non c’è una misura da scegliere

Le due estremità del gambo non si congiungono sul retro. Si infila facendolo scivolare dal lato del dito, poi si richiude con una pressione leggera. È il montaggio che perdona di più, ed è anche quello che non ha misura: non vedrà alcun menu sopra il pulsante d’acquisto.

Un consiglio: il metallo si affatica se lo si apre e lo si richiude tutti i giorni. Lo regoli una volta, e poi non ci tocchi più. Su un anello dalla testa così ampia, una regolazione troppo larga fa ribaltare la pietra sul lato del dito.

Il cabochon, e quel che costa il castone chiuso

La pietra è un ovale bombato, levigato pieno, di un verde acqua dolce e traslucido. Il castone chiuso è il montaggio più sicuro per un cabochon: nessuna griffe si impiglia, la pietra è tenuta su 360 gradi. Ha un prezzo, e ricade su di me: racchiusa nel metallo, la pietra non può più essere pesata.

Il verde della giadeite viene dal cromo, quello della nefrite dal ferro. I due minerali non hanno parentela ed è stato Alexis Damour a separarli nel 1863. Che cosa li distingue. La giada è tenace ma la sua durezza resta ordinaria: il quarzo della polvere, che vale 7, opacizza una cupola assai più sicuramente di un urto. Durezza e tenacità.

Un castone chiuso trattiene l’acqua sotto la pietra, e le perle non sopportano né acidi, né alcol, né profumo. Acqua tiepida, un sapone delicato, un’asciugatura completa, e il gioiello dopo il profumo. Mai ultrasuoni, mai vapore, mai solventi. La cura nel dettaglio.

Informazioni aggiuntive

PietraGiadeite
ColoreVerde acqua
Forma della pietraCabochon
MotivoNessun motivo
MontaggioAnello di metallo
MetalloDorato, lega non precisata
IncastonaturaCastone chiuso
Per chiDonna
Pietre abbinatePerle bianche, coltura o imitazione non precisata, Pietre bianche non identificate
Famiglia mineralogicaPirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)Da 6,5 a 7
Densità di riferimento3,25 à 3,36 g/cm³
TenacitàEccezionale, cristalli intrecciati
TrattamentoNon determinato
OrigineFuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato

Che cosa la tradizione attribuisce a un anello di giada

Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di confonderlo con il resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.

L'anello del letterato Nella Cina imperiale, l'anello di giada si portava anche come segno di rango e di studio, non solo come ornamento. È l'uso meglio attestato dagli oggetti conservati.
Una pietra di virtù morale Nel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il verde e la crescita Il verde netto è, in diverse tradizioni asiatiche, il colore di ciò che cresce e si rinnova. L'associazione è antica e ampia; non dice nulla della pietra in sé.
La mano che riceve Come per il bracciale rigido, diverse tradizioni distinguono la mano sinistra dalla destra, una che riceve e l'altra che dà. L'uso è diffuso; non gli si conosce altro fondamento che la consuetudine.

Queste letture si raccontano, non si verificano. Le virtù morali in Confucio, le virtù attribuite alla giada, dette onestamente, e che cosa è stata la giada in Cina.

Una pietra non sostituisce un medico e non cura nulla: l'avvertenza completa è qui.

I tempi

Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.

Le spese

6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.

L’imballaggio, e perché conta

Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.

Quattordici giorni per cambiare idea

Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.

Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.

Qui è spiegato tutto, senza clausole scritte in piccolo.

Il gesto semplice

Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.

Ciò che non si deve mai fare, e perché

Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.

Il graffio, e da dove arriva

La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.

Nel quotidiano

Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.

Pulire un gioiello in giada e riporlo.

Ciò che faccio, e ciò che non faccio

Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.

Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.

Peso, non certifico

Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.

Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.

Ciò che non posso sapere

Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.

Da dove viene la mia giada

Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.

Il percorso per intero.