Orecchini in giada verde, due perle tonde forate montate a catena passante. L’astina attraversa il lobo, la catena segue, la perla pende sotto l’orecchio.
Nessuna misura da scegliere, e nessuna da sbagliare: la lunghezza si regola tirando più o meno la catena. Il metallo è dorato, la lega non è precisata.
Due pietre di una stessa coppia non hanno mai lo stesso verde, ed è una firma più che un difetto. Stato di trattamento non determinato. Perché lo scrivo.
Orecchini in giada verde montati a catena passante: un’astina lunga attraversa il lobo, la catena la segue e lascia pendere una perla tonda di giada sotto l’orecchio. Il verde è pallido e traslucido, con una piccola perla rossa sfaccettata posta appena sopra.
In quattro righe
Catena passante: l’astina attraversa il lobo, la catena segue, la perla pende.
Due perle tonde di giada forate, montate senza alcuna incastonatura.
Metallo dorato, lega non precisata. Perla rossa non identificata.
Nessuna misura da scegliere: su un orecchino non c’è nulla da misurare.
Due pietre non hanno mai lo stesso verde
È l’unica famiglia del catalogo in cui la pietra arriva in coppia, ed è ciò che la rende interessante. Su una materia naturale, due perle ricavate dallo stesso blocco non saranno rigorosamente identiche: una sarà un po’ più lattiginosa, l’altra un po’ più traslucida, e il verde si sposterà di un quarto di tono. Non è un difetto di selezione, è una firma.
La conseguenza è diretta: se le sue due perle hanno un verde rigorosamente identico, questo merita di essere guardato da vicino, non celebrato. Un colore perfettamente riproducibile è ciò che produce una tintura, non una roccia. Non affermo nulla su questa coppia, il cui stato di trattamento è non determinato come quello di tutto il catalogo. I gesti che non richiedono alcuna attrezzatura.
La catena passante, e come si porta
Questo montaggio non ha né chiusura né farfallina. L’astina rigida entra dalla parte anteriore del lobo, esce dietro, e la si tira finché la catena prende il suo posto; la perla resta sotto l’orecchio, la catena pende dietro. La lunghezza si regola tirando più o meno, il che vuol dire che non c’è alcuna misura da scegliere, e nessuna da sbagliare.
Due precauzioni, e valgono per tutti i modelli passanti: nulla blocca la catena, quindi un orecchino può scivolare e cadere se qualcosa lo tira, un maglione per esempio. E il foro dell’orecchio dev’essere ben formato, dato che l’astina è sottile ma rigida.
Un verde pallido, e quanto vale
Queste perle sono di un verde chiaro, quasi lattiginoso, con un po’ di traslucidità sul bordo. Sulla giadeite quel verde viene da un tenore basso di cromo; sulla nefrite, da un tenore basso di ferro. I due minerali non hanno parentela, la giadeite è un pirosseno e la nefrite un anfibolo, ed è servito un laboratorio per separarli: Alexis Damour, nel 1863. Che cosa li distingue.
Il mercato sopravvaluta il verde intenso e disprezza il verde pallido. È una convenzione di prezzo, non una gerarchia di materia: una giada pallida e traslucida non è meno giada di una scura e opaca. Che cosa fa il prezzo di una giada.
Perché scrivo orecchini in giada verde, e non soltanto in giada
Perché la parola giada, da sola, dice poco. Quel che si vende con questo nome è molto spesso serpentino, etichettato «new jade» o «giada di Corea», oppure quarzite tinta, venduta come «giada della Malesia». Nessuna di queste denominazioni indica della giada.
Su una pietra nuda la bilancia decide: i quattro valori del rilevamento sono separati da molto più dell’incertezza di una bilancia da cucina. Su una perla infilata nella sua catena non decide nulla, e questa scheda lo scrive invece di lasciar credere il contrario. Io peso, non certifico.
Informazioni aggiuntive
Pietra
Giadeite
Colore
Verde chiaro
Forma della pietra
Perle tonde
Motivo
Nessun motivo
Montaggio
Catena
Metallo
Dorato, lega non precisata
Incastonatura
Pietra forata
Per chi
Donna
Pietre abbinate
Perla rossa non identificata
Famiglia mineralogica
Pirosseno sodico alluminifero
Durezza (Mohs)
Da 6,5 a 7
Densità di riferimento
3,25 à 3,36 g/cm³
Tenacità
Eccezionale, cristalli intrecciati
Trattamento
Non determinato
Origine
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Che cosa la tradizione attribuisce alla giada portata all'orecchio
Quel che segue cambia registro, e lo segnalo invece di confonderlo con il resto della scheda. Nulla di tutto questo è dimostrato. Sono usi e credenze, antichi e documentati, che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questa bottega è venduto come una cura, e a questo non attribuisco alcun effetto.
La pietra che si muoveUn orecchino segue il passo e il respiro. Diverse tradizioni hanno attribuito un senso a questo movimento continuo; lo cito perché ricorre spesso, senza dargli più peso di così.
L'orecchio, un uso tardivoLa giada è stata prima un oggetto di rito, di rango e di potere, raramente un orecchino. Il gioiello da orecchio in giada è una forma recente, portata dal commercio moderno più che dalla tradizione.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, la misura. È il significato meglio documentato di tutti.
Il verde imperialeIl mercato chiama verde imperiale un verde netto e traslucido, e l'espressione circola senza definizione fissa: non è né una norma, né una classificazione ufficiale, né una garanzia di alcunché. Non la uso su nessuna delle mie schede.
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Le spese
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L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.