Una statuetta di giada scolpita a tutto tondo: un Buddha seduto in meditazione, con gli occhi abbassati e una piccola ciotola tra le mani. Riccioli a forma di perle, un abito drappeggiato in diagonale sulla spalla, volute sul colletto e sulle maniche, e un verde vivo lucidato fino a brillare.
In quattro righe
- Un Buddha seduto in meditazione, una ciotola tra le mani.
- Scolpito a tutto tondo, volute sul colletto e sulle maniche.
- Un verde vivo, lucidato fino a brillare.
- Pietra nuda da un solo blocco: si peserà intera.
Una figura di calma, da tenere vicino
Questa statuetta di giada rappresenta un Buddha seduto, con le gambe incrociate sotto l’abito, la schiena dritta, il volto sereno e le palpebre abbassate. Le mani riposano l’una sull’altra in grembo e tengono una piccola ciotola arrotondata. Tutto nel pezzo parla di immobilità, ed è ciò che lo rende così piacevole da guardare.
Trova posto su una scrivania, una mensola, un comodino o in un angolo lettura. È un oggetto che si posa e si conserva, senza altra funzione che esserci, e che cambia l’atmosfera di un ambiente.
Il dettaglio di una scultura a tutto tondo
La statuetta si guarda da ogni lato. I capelli sono fatti di piccoli riccioli a forma di perle, fitti, che salgono fino alla protuberanza in cima al capo; i lobi delle orecchie scendono in basso; un lembo dell’abito attraversa il petto in diagonale, bordato da una fila di perle. Sul colletto e sulle maniche corre un decoro di volute in rilievo.
La lucidatura è brillante su tutte le superfici, fin dentro le pieghe della veste, e la luce scivola sulle rotondità del volto, delle mani e delle ginocchia.
Non è il Buddha che ride
La figura più venduta con il nome di «Buddha», pancia scoperta e grande risata, è Budai, un monaco cinese del X secolo. Questa ne è l’opposto: snella, raccolta, in meditazione, con i segni che l’arte buddhista attribuisce al Buddha stesso, la protuberanza del cranio, i riccioli e i lobi lunghi. Chi è davvero la figura, e il ciondolo del Buddha che ride per chi cerca Budai.
Un verde vivo e luminoso
Il verde è deciso e saturo, luminoso da un capo all’altro del pezzo; da vicino si intuiscono solo alcune sfumature più chiare sotto la superficie. È un colore che si nota da lontano, su una mensola come su una scrivania.
Sotto una lampada, i rilievi lucidati si illuminano e gli incavi si scuriscono leggermente: è questo gioco a dare volume al volto e alle pieghe della veste. Riconoscere una vera giada, senza strumenti.
La nefrite, una pietra che si scolpisce finemente
La nefrite è la più tenace delle due pietre che si chiamano giada: le sue fibre intrecciate si lasciano scavare e cesellare senza scoppiare, il che permette riccioli e volute così sottili. Una statuetta non teme la mano; teme una caduta su un pavimento duro, che può scheggiare un rilievo. Giadeite o nefrite, ciò che le distingue, e durezza e tenacità.
Un regalo, e la cura
Senza misure né gusti da indovinare, una statuetta si regala facilmente: per una casa nuova, un compleanno, o a qualcuno che ama gli oggetti dell’Asia. Altre idee per regalare la giada.
Un panno morbido e asciutto basta per la polvere, uno spazzolino molto morbido per gli incavi dei riccioli e delle volute; di tanto in tanto, un po’ d’acqua tiepida e sapone, poi un’asciugatura accurata. Mai ultrasuoni, vapore o solventi. La cura nel dettaglio.





