Bracciale in giada pixiu: un filo di perle di un verde sostenuto, interrotto da un pixiu scolpito in pietra chiara e da una placchetta dorata incisa.
L uso vuole che si porti al polso sinistro, col muso rivolto verso l esterno. È una consuetudine, costante da un commerciante all altro, e non gli attribuisco alcun effetto.
Montato su elastico, si prende alla circonferenza del polso. Il dorato è una placcatura su lega non precisata, e lo stato del trattamento della pietra resta non determinato. Perché lo scrivo.
Un bracciale in giada pixiu: un filo di perle di un verde sostenuto, interrotto da un piccolo pixiu scolpito in una pietra chiara e da una placchetta dorata incisa. È il pezzo più carico di senso del reparto bracciali, e quello che si porta secondo una regola precisa.
In quattro righe
Un pixiu scolpito in pietra chiara, in mezzo a un filo di perle verdi.
Una placchetta dorata incisa pende sotto il filo, placcatura su lega.
L uso vuole che si porti a sinistra e col muso rivolto verso l esterno.
Montato su elastico: si prende alla circonferenza del polso e si infila tirando.
Il pixiu, e la regola di porto che lo accompagna
Il pixiu è una creatura della mitologia cinese, un leone alato con testa di drago, che si riconosce da una particolarità: ha una bocca e non ha ano. La tradizione ne ricava che inghiotte senza mai restituire, ed è così diventato una figura legata alle ricchezze.
Da qui viene la regola di porto, ed è la sola cosa davvero pratica da sapere: il pixiu si porta al polso sinistro, col muso rivolto verso l esterno della mano, perché guardi fuori e riporti verso di sé. L uso è costante da un commerciante all altro, e appartiene alla consuetudine, a nulla d altro.
Lo riporto perché la domanda si pone ogni volta e perché una scheda che non risponde lascia il cliente cercarla altrove. Non gli attribuisco alcun effetto, e questo bracciale non è venduto come un portafortuna.
Due pietre di colori diversi
Il pixiu è scolpito in una pietra nettamente più chiara delle perle, di un bianco crema leggermente giallo. Le perle, invece, sono di un verde sostenuto e un po scuro. Sono due tinte, e la scheda non pretende che si tratti dello stesso blocco.
Le perle non sono tutte dello stesso verde, ed è il contrario di un segnale di allarme: un filo rigorosamente uniforme è quello che produce una tintura, non una roccia.
Il gesto da fare è guardare il foro. Su una pietra tinta, il colorante vi si concentra e il contorno è più scuro del resto. Il colore segue anche le microfratture, a rete, invece di distribuirsi nella massa. I gesti che non chiedono alcuna attrezzatura.
La placchetta dorata, e quello che non ne so
Pende sotto il filo, incisa con un carattere, ed è dorata: placcata su una lega che il mio fornitore non precisa. Non è né oro né vermeil, e non lo scriverò in altro modo. Su un bracciale, è la parte sotto il polso a segnare per prima.
Fuori dalla Birmania, paese di estrazione non confermato
Ciò che la tradizione attribuisce al pixiu e alla giada
Quello che segue cambia registro, e lo segnalo invece di fonderlo nel resto della scheda. Nulla qui è dimostrato. Sono usi e credenze che riporto perché fanno parte della storia di questa pietra. Nessun gioiello di questo negozio è venduto come un rimedio, e a questo non attribuisco alcun effetto.
Una bocca e nessuna uscitaIl pixiu è descritto come un essere che inghiotte senza mai restituire, ed è da questa anatomia immaginaria che viene la sua associazione alle ricchezze. Il racconto è antico e costante; ovviamente non impegna nulla oltre a se stesso. Ciò che la tradizione mette in un bracciale di giada.
Una pietra di virtù moraleNel pensiero confuciano, la giada è associata a qualità di carattere più che a effetti sul corpo: la rettitudine, la costanza, il riserbo. È il senso meglio documentato di tutti.
La giada che si patina a manoUn filo di perle portato ogni giorno finisce per prendere una lucidatura che il laboratorio non dà. La tradizione vi vede uno scambio fra la pietra e chi la porta; è soprattutto sfregamento, ed è ben reale.
Il muso verso l esternoL uso vuole che si porti al polso sinistro, con la testa rivolta verso l esterno della mano. È la sola regola di porto davvero costante da un commerciante all altro, e appartiene alla consuetudine.
Spedizione entro 48 ore dalla conferma del Suo ordine, per una consegna entro 14 giorni a partire dalla spedizione. Non tengo scorte di magazzino e non prometto tempi che poi non riuscirei a rispettare.
Le spese
6,99 € qualunque sia la destinazione, con spedizione gratuita a partire da 47 € di spesa in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’importo esatto compare nel carrello prima di qualsiasi pagamento.
L’imballaggio, e perché conta
Ogni pezzo parte nella sua bustina, separato dagli altri. Non è una questione di presentazione: la durezza della giada è ordinaria, tra 6 e 6,5 per la nefrite e tra 6,5 e 7 per la giadeite, e il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7. Due gioielli che viaggiano insieme arrivano segnati.
Quattordici giorni per cambiare idea
Senza dover fornire alcuna motivazione. Basta un’email per aprire un reso, non c’è nessun modulo da compilare. Le spese di rispedizione sono a Suo carico, salvo nel caso in cui il pezzo non corrisponda alla sua scheda o arrivi danneggiato.
Una misura presa male è il primo motivo di reso di questo mercato, e la giada non si ridimensiona come un anello di metallo pieno. Due minuti di misurazione l’evitano quasi sempre. La guida alle taglie.
Acqua tiepida, un sapone delicato, un panno morbido. Uno spazzolino molto morbido per gli incavi di una scultura. È tutto, ed è sufficiente.
Ciò che non si deve mai fare, e perché
Né ultrasuoni, né vapore, né solventi, né fonti di calore. Non è una clausola di stile: lo stato di trattamento dei miei pezzi non è accertato. Il mio fornitore non lo conosce, e la pesata stabilisce il minerale senza dire nulla di un’eventuale impregnazione di resina. Una resina non sopporta né il calore né i solventi: ogni pezzo viene quindi trattato come se potesse contenerne. La scheda informativa sui trattamenti.
Il graffio, e da dove arriva
La giada è tenace, vale a dire molto difficile da rompere: la sua struttura di cristalli intrecciati resiste alla frattura, ed è ciò che ha permesso di ricavarne asce nel Neolitico. La sua durezza, invece, è ordinaria, da 6 a 6,5 per la nefrite e da 6,5 a 7 per la giadeite. Il quarzo contenuto nella polvere di casa vale 7: è lui che opacizza una giada, non gli urti. La differenza tra le due.
Nel quotidiano
Metta il gioiello dopo il profumo e la crema, mai prima. Lo tolga per le pulizie, il giardinaggio e lo sport, là dove capitano gli urti contro gli spigoli. Riponga ogni pezzo da solo, nella sua bustina. Su una collana di perle, il filo si consuma prima della pietra: si fa rinfilare, e non c’è nulla di anomalo.
Mi chiamo Jade. Francese del Morbihan, stabilita a Tallinn. Scelgo i pezzi e li faccio montare: non estraggo nulla, non taglio nulla, e il lavoro del metallo non è opera delle mie mani. Quello che porto io è la selezione, e su questa materia è la selezione che decide tutto.
Non sono né gemmologa, né tagliatrice di pietre, né terapeuta, e non pretendo di esserlo.
Peso, non certifico
Prima di mettere online una referenza, ne ordino un esemplare per me. Quando mi arriva senza montatura, lo peso in aria e poi sospeso a un filo in un bicchiere d’acqua: il rapporto tra le due masse dà la massa volumica, e questa cifra separa senza ambiguità la giadeite, la nefrite, il serpentino e la quarzite tinta.
Un esemplare per referenza, e non ogni pezzo. Non tocco il pezzo che parte per casa Sua, e preferisco scriverlo piuttosto che lasciar credere il contrario. Il metodo, con i suoi tre limiti.
Ciò che non posso sapere
Lo stato di trattamento dei miei pezzi. Il mio fornitore non lo conosce, e la bilancia non lo dice: stabilisce il minerale, non l’impregnazione di resina. Solo una spettroscopia infrarossa in laboratorio potrebbe accertarlo, e io non la faccio eseguire. Su questo sito non leggerà quindi mai «giadeite A», «tipo A» né «non trattata». La scheda informativa.
Da dove viene la mia giada
Nessuna giadeite birmana, e la prima ragione è legale. Non quella che si legge ovunque: il JADE Act del 2008 ha effettivamente vietato queste pietre negli Stati Uniti, ma quel divieto è stato revocato il 7 ottobre 2016. Ciò che vale oggi risale all’8 aprile 2021: il Tesoro americano ha sanzionato Myanma Gems Enterprise, l’azienda di Stato che controlla il commercio delle gemme birmane. Nessun divieto generale, dunque, ma un cittadino americano non ha il diritto di commerciare con questa entità, e una pietra non dice mai da dove è passata. Una sola filiera per dieci mercati: deve reggere su quello più esigente. Quando un’origine non mi viene confermata per iscritto, la scheda non la riporta. La mia carta delle origini.